Il Papa morto per ictus e attacco cardiaco. Il funerale sabato alle 10. Il testamento: “le mie spoglie a Santa Maria Maggiore, nella nuda terra”
Si è parlato di “guarigione della volontà” per Papa Francesco dopo il lungo ricovero al Gemelli di Roma, ma la sua progressiva e prodigiosa guarigione appunto è stata spezzata da un ictus cerebrale che ha poi causato il coma, compromettendo più organi, compreso il cuore, e portando quindi a “un collasso cardiocircolatorio irreversibile”. È quanto spiega il bollettino diffuso dalla Santa Sede per rispondere alla domanda sulla morte del Papa che ha sconvolto il mondo.
A due mesi dalla polmonite bilaterale che aveva imposto un ricovero di 38 giorni al Policlinico Gemelli ci si domanda se il periodo di riposo “mancato” del Papa, che da subito aveva ripreso gli impegni pubblici, abbia avuto un peso nella sua morte. Tuttavia secondo Francesco Blasi, il direttore del dipartimento di Medicina interna e della pneumologia del Policlinico di Milano sentito da Rainews “la mortalità è altissima nei due mesi successivi a una polmonite grave“, perché durante la convalescenza eventi fatali come infarti e ictus sono purtroppo frequenti, in qualsiasi condizione.
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Certo è che Bergoglio non si è risparmiato. Dieci giorni fa andò a sorpresa nella basilica vaticana per pregare sulle tombe di Pio X e Benedetto XV, i Papi che cercarono invano di fermare la Prima Guerra Mondiale, sulla carrozzina e con i naselli per portare ossigeno ai polmoni; nel pomeriggio del giovedì santo era andato a trovare i detenuti al Regina Coeli, scusandosi per non poter fare la lavanda dei piedi in carcere ma cercando ugualmente un contatto fisico con loro. A Pasqua aveva poi incontrato il vicepresidente degli Stati Uniti, Vance, a Casa Santa Marta, e poi un altro “bagno di folla”, un lungo giro sulla Jeep scoperta senza risparmiare strette di mano, saluti affettuosi e abbracci ai bambini. Le sue ultime parole sono state quelle pronunciate affacciandosi alla Logga centrale delle Benedizioni della Basilica di San Pietro per la Benedizione Urbi et Orbi di Pasqua: “cari Fratelli e Sorelle, buona Pasqua”, a voce fiacca e sofferente, il viso visibilmente provato.
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Il funerale
Il funerale del Papa si terrà sabato 26 aprile alle 10 in piazza San Pietro. Dopo la messa ci sarà la traslazione alla basilica di Santa Maria Maggiore.
Per ora la salma riposa nella Cappella di Santa Marta, mercoledì 23 alle 9 sarà trasferita alla Basilica di San Pietro dove il corpo sarà esposto ai fedeli in una bara di legno rivestita di zinco, senza catafalco né uso del baculo papale.
Il funerale di Papa Francesco sarà un evento planetario: sono attesi capi di Stato e di Governo da tutto il mondo.
Il testamento
Il testamento di Bergoglio è stato diffuso dal Vaticano ed è datato 29 giugno 2022, è stato dunque siglato tre anni fa.
Il Papa ha espresso la volontà di essere seppellito nella Basilica di Santa Maria Maggiore: “nel Nome della Santissima Trinità. Amen. Sentendo che si avvicina il tramonto della mia vita terrena e con viva speranza nella Vita Eterna, desidero esprimere la mia volontà testamentaria solamente per quanto riguarda il luogo della mia sepoltura. La mia vita e il ministero sacerdotale ed episcopale ho sempre affidato alla Madre del Nostro Signore, Maria Santissima. Perciò, chiedo che le mie spoglie mortali riposino aspettando il giorno della risurrezione nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore. Desidero che il mio ultimo viaggio terreno si concluda proprio in questo antichissimo santuario Mariano dove mi recavo per la preghiera all’inizio e al termine di ogni Viaggio Apostolico ad affidare fiduciosamente le mie intenzioni alla Madre Immacolata e ringraziarLa per la docile e materna cura“.
Il Papa ha chiesto anche che la sua tomba sia “preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani a cui il Pontefice era particolarmente devoto) e la Cappella Sforza della suddetta Basilica Papale come indicato nell’accluso allegato. Il sepolcro deve essere nella terra; semplice, senza particolare decoro e con l’unica iscrizione: Franciscus“.
Bergoglio ha scritto anche che “le spese per la preparazione della mia sepoltura saranno coperte con la somma del benefattore che ho disposto, da trasferire alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore e di cui ho provveduto dare opportune istruzioni a Mons. Rolandas Makrickas, Commissario Straordinario del Capitolo Liberiano. – E ha concluso: – il Signore dia la meritata ricompensa a coloro che mi hanno voluto bene e continueranno a pregare per me. La sofferenza che si è fatta presente nell’ultima parte della mia vita l’ho offerta al Signore per la pace nel mondo e la fratellanza tra i popoli“.
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di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA

