Chiudi Menù
Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista

    Subscribe to Updates

    Get the latest creative news from FooBar about art, design and business.

    What's Hot

    Le parole che non riusciamo a dire

    Settembre 20, 2026

    Il tuo cuore potrebbe essere più vecchio di te

    Settembre 19, 2026

    Ravenna-Cappadocia e ritorno, solo con i mezzi di trasporto

    Settembre 18, 2026
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook Instagram LinkedIn
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    • Attualità
    • Politica
    • Cultura
    • Interviste
    • Il Mondo Incontra
    • Archivio Storico
    Il Mondo RivistaIl Mondo Rivista
    Home » Le parole che non riusciamo a dire
    Psicologia

    Le parole che non riusciamo a dire

    Giada BaldassarriDi Giada BaldassarriSettembre 20, 2026
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Due persone si tengono per mano in un gesto di conforto e sostegno
    Condividere
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest E-mail

    Davanti alla sofferenza di qualcuno cerchiamo spesso la frase giusta, qualcosa che possa farlo stare meglio. Ma non sempre esiste una soluzione. A volte ascoltare, restare e accettare di non sapere cosa dire può essere molto più importante.

    Ci sono sofferenze davanti alle quali ci sentiamo inutili. Problemi troppo grandi, dolori troppo forti, vissuti che non riusciamo nemmeno a immaginare. Vorremmo trovare la frase giusta, fare qualcosa, cambiare almeno un po’ quello che l’altra persona sta vivendo.

    Ma non c’è una parola che possa risolvere tutto. Il dolore non è un interruttore che possiamo spegnere. Ed è proprio questo che ci mette in difficoltà. Siamo abituati a pensare che, quando qualcuno sta male, il nostro compito sia aiutarlo a stare meglio.

    E se non possiamo? Quando il dolore dell’altro è troppo grande per essere alleviato da un consiglio, da una soluzione o da una frase rassicurante?

    In quei momenti possiamo fare una cosa che è anche la più difficile: rimanere. Rimanere quando non sappiamo cosa dire. Rimanere quando il silenzio ci mette a disagio. Rimanere senza cercare immediatamente una soluzione.

    Rimanere.

    Una domanda semplice: “Come stai?”

    Lo scorso 10 settembre si è celebrata la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio. Il tema del triennio 2024–2026 è Changing the Narrative on Suicide, “cambiare la narrazione sul suicidio”, accompagnato da un invito semplice, Start the Conversation. Iniziare la conversazione.

    È da qui che comincia tutto, da una domanda che sembra banale. “Come stai?” Ma non come frase di circostanza. Per davvero.

    Perché nella sincerità si può aprire una porta. E non sempre sappiamo cosa troveremo dall’altra parte. Potremmo scoprire che una persona che conosciamo da anni sta soffrendo e non ce ne eravamo mai accorti. Potremmo renderci conto che anche una vita all’apparenza perfetta può nascondere sofferenza o che, al contrario, avevamo giudicato una persona troppo in fretta.

    Potremmo sentirci impotenti. Potremmo non sapere cosa dire. E allora diciamo: “Tranquillo, passerà”. “Devi pensare positivo!”

    Lo facciamo con le migliori intenzioni, perché davanti alla sofferenza degli altri sentiamo il bisogno di fare qualcosa. Di trovare una soluzione. Di riportare le cose a posto. Ma non tutta la sofferenza può essere risolta da una frase.

    Imparare a stare

    A volte abbiamo bisogno di imparare a stare. Stare accanto a qualcuno che soffre senza avere immediatamente una risposta. Senza cercare di convincerlo che andrà tutto bene. Senza trasformare il suo dolore in qualcosa da aggiustare.

    Stare nella sofferenza di un’altra persona è difficile. Ci mette davanti alla nostra impotenza. Ma esserci non significa necessariamente sapere cosa fare.

    Significa ascoltare. Significa poter dire: “Non so come aiutarti, ma sono qui”. Significa non avere paura del silenzio. Significa fare una domanda ed essere disponibili ad ascoltare davvero la risposta.

    E, soprattutto, significa non lasciare sola una persona proprio nel momento in cui la sua sofferenza rischia di farle credere di esserlo.

    Parlare di suicidio senza avere tutte le risposte

    Parlare di suicidio significa anche questo. Non significa trasformarci tutti in terapeuti, né avere la responsabilità di salvare qualcuno. Significa accettare che il dolore esiste e che possiamo starci dentro senza doverlo nascondere, minimizzare o trasformare in un tabù.

    Perché chiedere “Come stai?” è semplice. Essere davvero disponibili ad ascoltare ciò che potrebbe seguirne è molto più difficile. Ma forse è proprio da lì che possiamo cominciare.

    Da una domanda sincera. Da un silenzio che non abbiamo fretta di riempire. Dalla capacità di restare accanto a qualcuno anche quando non possiamo cancellare il suo dolore.

    Perché non sempre possiamo risolvere la sofferenza, ma possiamo fare qualcosa di altrettanto importante. Possiamo fare in modo che nessuno debba attraversarla sentendosi completamente solo.

    Se tu o qualcuno che conosci ha bisogno di aiuto

    Se stai attraversando un momento di forte sofferenza, o temi per una persona vicina, parlarne con qualcuno può essere un primo passo. È possibile rivolgersi a un medico, a un professionista della salute mentale o a un servizio di ascolto. Se pensi che ci sia un pericolo immediato, non lasciare sola la persona e contatta i servizi di emergenza. Organizzazione Mondiale della Sanità

    Telefono Amico Italia
    02 2327 2327 — tutti i giorni, 24 ore su 24
    WhatsApp 324 011 72 52 — tutti i giorni, dalle 18 alle 21
    telefonoamico.it

    Emergenze
    112 — Numero Unico Europeo per le emergenze

    ascolto emozioni prevenzione del suicidio psicologia salute mentale sofferenza solitudine
    Condividere. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Whatsapp Reddit Tumblr E-mail
    Giada Baldassarri
    • Sito web
    • Instagram

    Psicologa clinica e del lavoro, iscritta all'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna, affianca all'attività professionale la scrittura. Nella pratica clinica accompagna adulti, coppie e professionisti in percorsi di benessere psicologico, crescita personale e sviluppo delle risorse individuali, e offre consulenza aziendale sui temi del benessere organizzativo. Ha pubblicato la saga fantasy "I 4 Codici" con In.Edit Edizioni.

    Post correlati

    Psicologia Settembre 5, 2026

    Il prezzo dell’appartenenza: perché proviamo vergogna

    Psicologia Agosto 21, 2026

    La paura: sentinella del valore

    Comunicato Stampa Agosto 13, 2026

    “Cadenze letterarie” cresce a Roma: più pubblico e più presenze. Grazie al gruppo di Dino Tropea.

    Psicologia Agosto 11, 2026

    Il bisogno di fuggire: perché a volte vogliamo scappare

    Attualità Luglio 22, 2026

    Oltre il falò: perché Temptation Island ci riguarda più di quanto pensiamo

    Psicologia Luglio 14, 2026

    Il nostro personale guardiano: la rabbia

    Da non perdere
    Psicologia Settembre 20, 2026

    Le parole che non riusciamo a dire

    Davanti alla sofferenza di qualcuno cerchiamo spesso la frase giusta. Ma non sempre esiste una soluzione. A volte ascoltare, restare e accettare di non sapere cosa dire può essere molto più importante.

    Il tuo cuore potrebbe essere più vecchio di te

    Settembre 19, 2026

    Ravenna-Cappadocia e ritorno, solo con i mezzi di trasporto

    Settembre 18, 2026

    LA VERITÀ È NELLO SPECCHIO 

    Settembre 17, 2026

    Resta Aggiornat*

    Ricevi i nostri articoli direttamente via email.

    Resta in contatto
    • Facebook
    • Instagram
    • LinkedIn
    About Us

    IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006.
    Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Roma iscr. n° 21/2026 del 12/02/2026.
    Direttore Responsabile: Antonio Franchini | Vice Direttore: Alessia Turchi
    Sede legale: Via Silvestri, 195 - Roma.
    Concessionaria per la pubblicità e le iniziative speciali: Cinemedia Srl

    Facebook Instagram LinkedIn
    • La Redazione
    • Attualità
    • Cultura
    • Interviste
    • Politica
    • Video Podcast
    • Archivio Storico
    © 2026 IL MONDO "Sic Mundus Creatus Est" , edito da: McGuffin s.r.l. - P.I. 17440611006. | Privacy Policy - Cookie Policy - Policy su Utilizzo IA

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}