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Perché una cimice ci fa rabbrividire anche se non può farci alcun male? La psicologa Giada Baldassarri racconta il disgusto, l’emozione che decide che cosa tenere fuori, e si chiede quando un confine che ci protegge diventa una condanna.
Molti giovani adulti dicono di non riuscire più a vedere il proprio futuro, pur avendo più possibilità delle generazioni che li hanno preceduti. La psicologa Giada Baldassarri riflette sulla nostalgia del futuro e sul coraggio di tornare a immaginare il domani.
La noia non riguarda soltanto il non avere niente da fare. Può emergere anche quando gli stimoli sono troppi e nessuno riesce davvero a coinvolgerci. Forse, più che eliminarla, dovremmo imparare ad ascoltare ciò che ci sta segnalando.
Il senso di colpa può farci rimanere intrappolati nel passato, ma ha anche una funzione importante: segnalarci quando abbiamo tradito un valore o ferito qualcuno. La differenza sta nel trasformarlo da condanna a responsabilità.
Davanti alla sofferenza di qualcuno cerchiamo spesso la frase giusta. Ma non sempre esiste una soluzione. A volte ascoltare, restare e accettare di non sapere cosa dire può essere molto più importante.
La vergogna ci fa desiderare di scomparire, ma nasce anche dal nostro bisogno più antico: appartenere. Capirla significa distinguere ciò che abbiamo fatto da ciò che siamo.
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