Secondo il garante del Movimento “prevenire una deriva autoritaria è più importante che sacrificare qualche vero o sedicente Grande Uomo”
Nel delicato processo di mediazione in corso all’interno del Movimento5Stelle dove crescono le tensioni fra Conte e Di Maio interviene anche Beppe Grillo, a difesa dell’estensione del limite dei due mandati.
«Queste regole hanno goduto di una certa fortuna in alcuni ambiti del settore pubblico, quali i giudici della Corte Costituzionale – spiega il garante del Movimento con un post sul blog – Ma il limite alla durata dei mandati si giustifica anche nell’esigenza di porre un limite a un potere rilevante, come per esempio quello del Presidente degli Stati Uniti».
Il limite ha infatti lo scopo di “prevenire il rischio di sclerosi del sistema di potere, se non di una sua deriva autoritaria, che è ben maggiore del sacrificio di qualche (vero o sedicente) Grande Uomo“.
«Alcuni obiettano, soprattutto fra i gestori che si arroccano nel potere, che un limite alla durata dei mandati non costituisca sempre l’opzione migliore, in quanto imporrebbe di cambiare i gestori anche quando sono in gamba: ‘cavallo che vince non si cambia’ sembrano invocare ebbri di retorica da ottimati. – prosegue il post – Ciò è ovviamente possibile, ma il dilemma può essere superato in altri modi».
Sul tema interviene anche il ministro Di Maio: «questa è una forza politica che non sta guardando al 2050. Questa è una forza politica che sta guardando indietro, una forza politica che si sta radicalizzando all’indietro. Allora che senso ha cambiare regola del secondo mandato?»
«Io temo che questa forza politica rischi di diventare una forza politica dell’odio – aggiunge il ministro facendo autocritica – non è chiara la nostra ricetta per il paese, non a caso il Pd sale e noi scendiamo».
La decisione sarà sottoposta al voto degli iscritti.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI