casaleggio ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Continuano le polemiche interne al Movimento dopo gli scambi al vetriolo fra il presidente e Di Maio

Sono i giorni della resa dei conti nel Movimento5Stelle, alle prese con il suo peggior risultato di sempre alle amministrative, come ha ammesso lo stesso Di Maio.

Lo scontro è al vetriolo fra il ministro degli Esteri e il presidente del Movimento Giuseppe Conte, che ieri rimandava al mittente al suo appello per una “maggior inclusività”: «che faccia lezioni di democrazia interna adesso a questa comunità fa sorridere, visto che quando era leader Di Maio c’era un solo organo: il capo politico».

La discussione fra i due non è solo interna ma riguarda anche la doppia faccia del Movimento: da un lato quella governativa di Di Maio, dall’altra le pressioni di Conte sull’Esecutivo, in primis in merito all’invio di armi in Ucraina.

Un noto che mette sotto pressione Conte, che però spiega: «non sono uno che gioca partite doppie. E vi sembro poi un antiatlantista e antieuropeista? Non lo sono affatto e non lo sono mai stato», pur ammettendo un corto circuito comunicativo con Draghi data la posizione di Di Maio che attacca: «non si può attaccare il Governo un giorno sì e l’altro no».

Alle critiche si aggiunge anche la voce di Davide Casaleggio. «Dopo la più pesante sconfitta elettorale della storia del Movimento con il 2,2% mi ha sorpreso che nessuno abbia ancora chiesto un passo indietro a Conte e peggio che Conte non abbia rimesso a disposizione la sua mono-candidatura» accusa il fondatore dell’Associazione Rousseau.

«Dopo un anno di gestione diretta credo sia il momento dell’esempio – prosegue Casaleggio – Il Movimento ha perso l’80% degli elettori rispetto alle comunali di cinque anni fa, qualcuno dovrebbe assumersene la responsabilità, con i fatti».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/DANIEL DAL ZENNARO