Subito dopo aver lanciato Rearm Europe, la Commissione varerà un piano comune per la gestione delle emergenze
Cibo, acqua, medicine, una radio portatile, una torcia elettrica, batterie di riserva, caricabatterie, denaro contante, copie di documenti importanti tra cui prescrizioni mediche, chiavi di riserva, vestiti caldi e utensili di base come coltelli multiuso. Tutto in una shopper, o in uno zainetto. Ma non in una ventiquattrore, perché il contenuto deve coprirne 72.
Non è un’estrapolazione dalla sceneggiatura di una serie catastrofica, ma quanto chiesto dalla Commissione Europea ai cittadini, affinché siano in grado di affrontare qualsiasi nuova crisi che potrebbe emergere. L’iniziativa rientra nell’ambito della strategia dell’Unione, presentata mercoledì, che comprende un elenco di 30 azioni concrete che, secondo la Commissione, gli Stati membri dell’UE devono adottare per aumentare la loro preparazione contro disastri naturali, incidenti industriali, fino agli attacchi da parte di malintenzionati nei settori informatico o militare.
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«Nell’Unione europea dobbiamo pensare in modo diverso perché le minacce sono diverse, dobbiamo pensare in grande perché anche le minacce sono più grandi», ha detto ai giornalisti Hadja Lahbib, Commissaria per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, che ha anche postato un video sui social dove, con toni tra il serio e il faceto, elenca il contenuto di una borsa di emergenza: documenti di identità in una confezione impermeabile, acqua, una torcia, un coltellino svizzero, fiammiferi e accendino, medicine e cibo in scatola. E «ovviamente del contante, perché nel mezzo di una crisi il cash è sovrano e la tua carta di credito può essere solo un pezzo di plastica», ha detto la commissaria belga, aggiungendo alla busta un mazzo di carte, un caricabatterie e una power bank per il cellulare, senza dimenticare gli occhiali da vista.
Il vicepresidente esecutivo della Commissione Raffaele Fitto ha detto, con toni meno scherzosi: «Stiamo rafforzando la responsabilità e la capacità di reazione dei cittadini affinché siano meno vulnerabili e subiscano minori conseguenze. Prepararsi ad affrontare le sfide rappresenta un modo concreto per mantenere e rafforzare l’unità, la pace e la solidarietà all’interno dell’Ue».
Diversi stati membri hanno già linee guida di questo tipo e il piano della Commissione mira ad armonizzarle, affinché qualsiasi europeo sappia cosa fare “se suonassero delle sirene”, per usare un’espressione che circola nei corridoi di Bruxelles.
Un altro obiettivo fondamentale della strategia è quello di aumentare le scorte di forniture essenziali, vaccini, medicinali e attrezzature mediche, materie prime fondamentali per consentire la continuazione della produzione industriale. Bruxelles ha già avanzato una proposta per aumentare le scorte di minerali e dovrebbe pubblicare, prima dell’estate, una strategia per le scorte di medicinali, una competenza che spetta agli Stati membri.
Anche il miglioramento della cooperazione tra autorità civili e militari in caso di crisi è identificato come una priorità fondamentale. La Commissione ha affermato che istituirà un quadro di preparazione civile-militare con ruoli e responsabilità chiari e ha chiesto che vengano svolte esercitazioni regolari per testare le best practice. Tutto questo lavoro sarà supportato da un nuovo centro di coordinamento delle crisi dell’UE e da una valutazione dei rischi e delle minacce, la prima delle quali sarà pubblicata alla fine del 2026. Nel frattempo la Commissione pubblicherà allerte preventive ad hoc e istituirà quest’anno un sistema di gestione delle crisi per tenere aggiornati gli Stati membri sui rischi futuri e raccogliere dati per prepararsi.
C’è chi parla di “marketing della paura”, chi è tornato nell’angoscia subita durante la pandemia: l’unica certezza è che si è spostato qualcosa nell’equilibrio del placido Vecchio continente. E non è una bella sensazione.
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di: Giulia GUIDI
foto: SHUTTERSTOCK