Il volume giornaliero massimo in Germania non supererà i 67 milioni di metri cubi

I russi sarebbero a corto di componenti per riparare le turbine del gasdotto Nord Stream a causa delle sanzioni e avvertono: le forniture verso l’Europa potrebbero interrompersi.

Secondo l’ambasciatore russo all’Ue Vladimir Chizhov un arresto completo dei flussi nel gasdotto sarebbe una “catastrofe” per la Germania. Lo riportano il Guardian e l’agenzia Ria.

Intanto è andato avanti il taglio alle forniture di gas in Europa attivato da Gazprom. Con la chiusura della turbina del gasdotto il colosso russo ha ridotto il volume delle forniture alla Germania a un massimo giornaliero di 67 milioni di metri cubi. In due giorni la riduzione annunciata già lo scorso martedì è arrivata al 60%.

Dall’Italia, intanto, un portavoce di Eni interpellato dall’Adnkronos ha dichiarato: «a fronte di una richiesta giornaliera di gas da parte di Eni superiore di circa il 44% rispetto a quella avanzata ieri (incremento dovuto al recupero delle quantità non ricevute e alle normali dinamiche commerciali), Gazprom ha comunicato che sarà consegnato solo il 65% delle forniture richieste: le quantità consegnate saranno quindi di poco superiori rispetto a ieri e si attesteranno ad un livello assoluto di circa 32 milioni di metri cubi/giorno».

«Gazprom ha spiegato che la mancata consegna dipende dai problemi alla centrale di Portovaya, secondo quanto pubblicato dal gruppo russo, che alimenta il gasdotto Nord Stream attraverso il quale Gazprom trasporta una parte dei volumi destinati ad Eni» – aggiunge.

Stando a quanto emerso dall’analisi trimestrale del sistema energetico italiano dell’Enea, nei primi cinque mesi del 2022, la quota delle importazioni di gas dalla Russia sul totale è scesa in media sotto il 24% (rispetto a circa il 40% nello stesso periodo 2021, con un calo del 41%), con punte al di sotto del 20% in aprile e maggio, e superata anche dalla quota del gas algerino (31%).

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/ANATOLY MALTSEV