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Guerre, crisi alimentari, economiche e climatiche, queste le minacce alla sicurezza di un mondo “in pericolo e paralizzato”

Si apre la 77esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York: i leader di tutto il mondo raggiungono la Grande Mela per analizzare e affrontare le crisi globali.

Ad inaugurare l’appuntamento al Palazzo di Vetro e gli interventi di circa 150 capi di Stato e di governo è il segretario generale Antonio Guterres che già stamattina aveva lanciato un monito sul “grande pericolo” che sta correndo il mondo. «Il mondo è in pericolo e paralizzato – ha esordito, chiedendo alla platea dei grandi cooperazione e misure urgenti per fermare gli effetti delle guerre, contro la crisi alimentare e contro i cambiamenti climatici. – Abbiamo all’orizzonte un inverno di disordini globali. C’è un’intensa crisi del costo della vita. La fiducia si sta sgretolando. Le disuguaglianze stanno esplodendo. Il nostro pianeta sta bruciando. Le persone stanno soffrendo e i più vulnerabili stanno soffrendo di più».

Molti i temi toccati riguardanti tutte le grandi questioni internazionali di attualità. «Quest’anno il mondo ha cibo a sufficienza, il problema è la distribuzione. Ma se il mercato dei fertilizzanti non si stabilizza, l’anno prossimo il problema potrebbe essere l’approvvigionamento alimentare stesso», ha detto sulla crisi alimentare.

«L’invasione russa ha scatenato distruzioni diffuse con massicce violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale, ha causato migliaia di vittime, sfollato milioni di persone e sta colpendo migliaia di persone di milioni in tutto il mondo – ha proseguito Guterres parlando della guerra in Ucraina. – Il conflitto sta aggravando la frattura internazionale e oggi ci sono immensi pericoli per la pace e la sicurezza globale e un rumore di sciabole nucleari che non fa che aggravare l’instabilità. Non c’è cooperazione. Non c’è dialogo. Non c’è risoluzione collettiva dei problemi».

È passato poi alla crisi economica e alla vulnerabilità dei Paesi più deboli: «circa 94 Paesi che ospitano 1,6 miliardi di persone, principalmente in Africa stanno affrontando una tempesta perfetta: le ricadute economiche e sociali della pandemia, l’aumento dei prezzi di cibo ed energia, un onere paralizzante del debito, un’inflazione alle stelle e la mancanza di accesso ai finanziamenti», ha spiegato chiedendo al G20 un ampio pacchetto di stimoli per alleviare questa crisi e salvare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Macron: negoziato solo se Mosca accetta sovranità di Kiev

Durante il suo intervento il presidente francese Emmanuel Macron ha sostenuto che un negoziato per porre fine alla guerra “non è possibile se la Russia non accetta la sovranità dell’Ucraina”.

Il presidente ha sostenuto che “la Russia ha deciso di lanciare l’invasione dell’Ucraina, ha rotto la sicurezza collettiva e deliberatamente violato la carta dell’Onu” aprendo così “ad altre possibili guerre di invasione in Europa, Africa, Asia, in America Latina“. Macron ha poi ricordato che “mentre vi parlo vi sono truppe russe in Ucraina, e non truppe ucraine in Russia, questi sono i fatti“. Secondo il presidente francese la guerra in Ucraina è un “ritorno all’età dell’imperialismo e delle colonie”.

«Lavoriamo insieme per prevenire un incidente nucleare le cui conseguenze sarebbero devastanti. Spetta a noi sostenere gli sforzi dell’Agenzia atomica internazionale per prevenire le conseguenze della guerra, come faremo domani con gli ucraini» ha dichiarato Macron.

Erdogan: corridoio del grano uno di più grandi successi

Secondo il presidente turco Recep Tayyip Erdogan “il corridoio del grano è uno dei più grandi successi delle Nazioni Unite degli ultimi anni. Nostra responsabilità è trovare una soluzione a questa guerra con la diplomazia“. Durante il suo intervento all’assemblea il presidente turco ha sollecitato una “via dignitosa” per porre fine alla guerra in Ucraina, Erdogan ha parlato di una pace da conseguire con “mezzi diplomatici che siano razionali, giusti e applicabili” in grado di garantire la sovranità dell’Ucraina.

«Abbiamo visto le conseguenze sia della pandemia che dei cambiamenti climatici. Poi è arrivata la guerra in Ucraina. Oggi continuiamo a sottolineare la priorità che va data al dialogo e alla diplomazia per porre fine alla guerra. Abbiamo portato le parti faccia a faccia sia ad Antalya che a Istanbul e con l’accordo del corridoio del grano abbiamo puntato a portare alimenti in tutto il mondo» sono state le sue parole.

Petro: l’Amazzonia brucia mentre giocate con la guerra

Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha parlato della grave situazione dell’Amazonia che “brucia, signori, mentre voi fate la guerra e giocate con essa. La foresta, il pilastro climatico del mondo, scompare con tutta la sua vita. La grande spugna che assorbe la Co2 del pianeta evapora”.

Boric: fermare ingiusta guerra della Russia contro l’Ucraina

Il presidente del Cile, Gabriel Boric, ha parlato di fronte all’Assemblea invitando tutti i Paesi a “realizzare le azioni necessarie, e non solo le dichiarazioni, per fermare la ingiusta guerra della Russia contro l’Ucraina e porre fine a tutti gli abusi dei potenti in ogni luogo del mondo”.

Gli incontri a margine

Il presidente francese Emmanuel Macron incontrerà il presidente iraniano Ebrahim Raisi in merito al nucleare. Dalla Francia è già stato fatto sapere che non verrà fatta una proposta migliore per rilanciare l’accordo sul nucleare, mentre Raisi si è detto aperto a un “buon” accordo, ma ha fatto pressioni per ottenere garanzie da Joe Biden che gli Usa non lasceranno più l’accordo sotto un futuro leader, promessa che l’amministrazione americana ritiene impossibile.

Joe Biden sarà impegnato in un incontro con Liz Truss per ribadire che gli “Accordi del Venerdì Santo vanno protetti“. Da quanto riportato dal consigliere per la sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan, “il presidente esprimerà la sua ferma convinzione che l’intesa è il fondamento della pace e della sicurezza in Irlanda del Nord“.

Si sono incontrati l’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas-Greenfield, e il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. I due hanno condannato l’annuncio dei referendum sottolineando come “questi falsi referendum sono un affronto ai principi di sovranità e integrità territoriale che sono al centro della Carta Onu”. L’ambasciatrice ha ribadito che gli Stati Uniti “non riconosceranno alcun tentativo da parte della Russia di rivendicare l’annessione del territorio sovrano dell’Ucraina”, e ha sottolineato il “sostegno incrollabile” che gli Usa riservano all’Ucraina “nella difesa dall’aggressione non provocata di Mosca”.

Si sono incontrati anche il cancelliere tedesco e il presidente turco. Il portavoce di Scholz, Steffen Hebestreit, ha spiegato in una nota che l’incontro verteva sulla guerra in Ucraina. «I due leader hanno concordato sul fatto che la Russia debba archiviare la guerra senza indugio e ritirare completamente le truppe dall’Ucraina» è scritto nella nota, e il cancelliere ha assicurato che i “referendum farsa non saranno accettabili” e dunque “non dovranno essere riconosciuti in alcun modo“.

Il segretario di Stato Usa in occasione del summit per la sicurezza alimentare globale ha chiesto l’estensione dell’accordo che permette il transito del grano ucraino nel Mar Nero che dovrebbe scadere a metà novembre. L’accordo “deve andare avanti, deve essere rinnovato, è urgente” e ha ricordato che l’accordo “non sarebbe dovuto essere necessario” ma è stato obbligato dalle azioni della Russia.

In occasione dell’Assemblea dal presidente del Kirghizistan è arrivata un’apertura a negoziare con il Tagikistan promettendo di non cedere “un centimetro” di territori.

di: Alessia MALCAUS

aggiornamento: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/EPA/JUSTIN LANE