Guterres avverte: il mondo corre un “grande pericolo”. Putin: “non deviamo da corso sovrano”. Kiev chiederà tribunale per crimini di guerra

Da Londra, dove si sono ritrovati per i funerali della Regina Elisabetta II, a New York: per la prima volta dopo tre anni i leader di tutto il globo si incontrano di persona all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, accolti da un monito del segretario generale Antonio Guterres sul “grande pericolo” che sta correndo il mondo.

Conflitti, ma anche catastrofi climatiche, povertà, disuguaglianza e divisioni geopolitiche: queste le sfide, aggravatesi ulteriormente dopo l’invasione da parte della Russia dell’Ucraina, di cui i 150 capi di Stato e di Governo di tutto il mondo discuteranno per quasi una settimana.

Come ha riferito il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric, quello che pronuncerà Guterres davanti ai leader mondiali riuniti nella Grande Mela sarà una “pagella sobria, sostanziale e incentrata sulle soluzioni“. Il discorso introduttivo, tradizionalmente affidato al leader del Paese che ospita la sede delle Nazioni Unite, sarà invece tenuto da Biden domani, in ritardo di un giorno proprio per il suo viaggio in Gran Bretagna.

Macron, che non ha incontrato la premier britannica Liz Truss in occasione dei funerali della Regina, è arrivato ieri sera a New York e prenderà la parola oggi. Al centro del suo discorso la guerra in Ucraina, le sfide climatiche del mondo e il divario nord-sud. Il suo intervento arriverà dopo quelli dell’emiro del Qatar, del presidente del Brasile Jair Bolsonaro e del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Mercoledì è atteso anche il discorso di Zelensky che parteciperà in videoconferenza.

Il vice capo dell’ufficio del presidente Zelensky, Andriy Smyrnov, ha annunciato a Politico che il governo ucraino sosterrà nel Palazzo di Vetro la propria richiesta di un Tribunale speciale contro i crimini di guerra russi, sullo stile di quello di Norimberga alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Atteso a New York anche Olaf Scholz: sarà il primo cancelliere tedesco a tenere un discorso alle Nazioni Unite negli ultimi 15 anni. La sua apparizione, in programma stasera alle 19.30 ora locale, sarà incentrata sulla guerra in Ucraina e sul presidente russo Vladimir Putin che, dal canto suo, ha mandato in sua vece il ministro degli Esteri Lavrov. Per Scholz si tratta, inoltre, del primo viaggio nella Grande Mela sia come politico che come privato cittadino.

In vista dell’Assemblea, aprendo la cerimonia di presentazione delle credenziali da parte degli ambasciatori stranieri, lo stesso Putin ha voluto ricordare il ruolo della Russia nell’Onu. «Per quanto riguarda la Russia, non devieremo dal nostro corso sovrano, in quanto membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, intendiamo promuovere ulteriormente un’agenda internazionale unificante, contribuire alla ricerca di risposte efficaci alle numerose sfide e minacce del nostro tempo, e contribuire alla risoluzione di acuti conflitti regionali», ha detto, citato da Ria Novosti.

Tante le istanze provenienti dalle diverse aree regionali del mondo, con i Paesi del Sud che rivendicano una propria urgenza: «non vogliamo solo parlare di come porre fine al conflitto in Ucraina. Vogliamo che i conflitti finiscano nel Tigray, vogliamo che i conflitti finiscano in Siria, vogliamo che i conflitti finiscano ovunque appaiano nel mondo» ha riferito ieri la prima ministra delle Barbados Mia Mottley.

A due mesi dall’appuntamento con il Cop27 in Egitto, le nazioni più povere si preparano a stilare un’agenda globale che non li veda come spettatori ma come protagonisti nella cooperazione.

di: Marianna MANCINI

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