Draghi

Il premier presenta il dl Aiuti ter, in cui vengono stanziati anche i primi cinque milioni per l’emergenza maltempo nelle Marche

Al termine del Consiglio dei ministri che ha visto l’approvazione del decreto Aiuti ter, il presidente Draghi e il ministro dell’Economia Franco hanno tenuto una conferenza stampa per illustrare quanto approvato oggi a Palazzo Chigi.

L’intervento del premier si apre con un pensiero al nubifragio che si è abbattuto stanotte sulle Marche, dove si recherà in viaggio questo pomeriggio per visitare di persona le zone alluvionate. Draghi ha annunciato a tal proposito lo stanziamento di cinque milioni di euro per i primi interventi di soccorso e messa in sicurezza della popolazione, confermando lo stato d’emergenza emesso in tutta la Regione.

Un “grazie sentito” è andato alle autorità locali, alla Protezione civile, ai sindaci, “protagonisti in prima persona della presenza dello Stato in questa tragedia“.

Si passa poi alla disamina di quanto approvato, in un Consiglio dei ministri “molto ricco” di interventi a sostengo in molti campi, innanzitutto a famiglie e imprese “per affrontare la crisi energetica e più in generale il caro-vita“.

Avanti col Pnrr

Lo scopo ultimo di quanto fatto finora, conferma Draghi, è “accelerare l’attuazione del Pnrr, in particolare nella parte riguardante le riforme strutturali” e con lo scopo di “raggiungere il maggior numero di obiettivi prima del prossimo Governo“.

Draghi conferma dunque lo stanziamento per questo dl di 14 miliardi di euro complessivi che si aggiungono ai quasi 50 stanziati nei mesi scorsi; nel complesso “siamo oltre ai 60 miliardi, pari al 3.5% del Pil: siamo tra i Paesi che hanno speso di più in Europa per sostenere l’economia“.

Sommando questi 14 miliardi ai 17 già compresi nel decreto Aiuti bis in corso di approvazione, si parla dunque di 31 miliardi che sembrano rispondere alla richiesta di scostamento di 30 miliardi richiesta: «non prevediamo nessun ulteriore scostamento di bilancio – conferma Draghi – ma attingiamo alle entrate fiscali di questi mesi. L’andamento dell’economia migliore rispetto alla crisi ci permette di aiutare le famiglie senza scombinare conti pubblici e creare tensioni sui mercati».

Draghi ha poi voluto estendere i suoi complimenti “ancora una volta al ministro Franco” per la gestione “esemplare” a sostegno dell’economia, riducendo l’indebitamento “come mai dalla guerra in termini assoluti“, una politica economica che ha gettato le basi della crescita del 6% dello scorso anno e del 3% quest’anno.

Energia e bollette

Fra i punti approvati oggi c’è anche l’attuazione della diversificazione energetica dal gas russo e di un nuovo slancio verso le rinnovabili che “come ci dicono gli avvenimenti di ieri e oggi sono essenziali per sopravvivere: lo vediamo concretamente come la lotta al cambiamento climatico sia fondamentale“.

Il decreto contiene anche misure sulle bollette: il sistema bancario, in particolare alcuni istituti, si sono mostrati disponibili a “lavorare insieme per il Paese” tenendosi pronti a dare prestiti ai tassi dei Btp, dunque senza condizioni aggiuntive, per pagare le bollette. Si tratta di prestiti garantiti a titolo gratuito dallo Stato, una misura “equivalente in tutto e per tutto alla rateizzazione“.

Quanto alle rinnovabili, Draghi rilancia sul rigassificatore di Piombino, un’emergenza per la sicurezza nazionale; il decreto approva infine anche lo sblocco di 6 parchi eolici che vanno ad aggiungersi ai 45 già in autorizzati; ne restano pendenti altri 14 “che contiamo di autorizzare entro la fine di questo Governo“.

Scuola: infondate le previsioni disastrose sugli insegnanti

Il premier cita anche la riforma degli istituti tecnici del ministro Bianchi, parte del Pnrr, e ricorda anche la riapertura delle scuole nonostante le “disastrose” previsioni sull’assenza di insegnanti, “poi rivelatesi infondate“.

Politica estera, dalla telefonata a Blinken alle sanzioni alla Russia

Il premier ha poi confermato di aver avuto un colloquio telefonico con Blinken in merito ai documenti Usa sui finanziamenti russi ai partiti: «la cosa più naturale era chiedere cosa sapessero. Lui mi ha confermato l’assenza di forze politiche italiane nella lista di chi ha beneficiato di fondi russi» afferma Draghi che vuole anche ricordare: «La democrazia italiana è forte, non si fa battere dai nemici esterni, dai loro pupazzi prezzolati. Dobbiamo essere fiduciosi nella nostra democrazia, non bisogna avere timore di qualunque voce».

Quanto alle sanzioni alla Russia, “funzionano” risponde Draghi. «Bisogna capire questo, altrimenti non si capirebbero certi comportamenti recenti del presidente Putin e bisogna continuare su quel fronte. E continuare sul fronte di sostegno all’Ucraina per la guerra di liberazione da chi ha invaso il paese. Questa è stata la linea del mio Governo. All’interno del centrodestra ci sono tanti punti di vista. Quello di Salvini prevale? Non lo posso dire questo».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/Roberto Monaldo / LaPresse