Salman Rushdie

Per gli inquirenti si è trattato di un attacco “mirato e premeditato”

Migliorano le condizioni di salute dello scrittore Salman Rushdie che, come riportato dalla Bbc, è stato staccato dal respiratore ed è ora nuovamente in grado di parlare, notizia confermata anche dal suo agente Andrew Wylie.

Rushdie è stato “accoltellato tre volte sul lato destro della parte anteriore del collo, quattro volte allo stomaco, una all’occhio destro, una volta al petto e una sulla coscia destra. Si è trattato dunque di 10 coltellate in tutto

Intanto proseguono le ricostruzioni della Procura distrettuale della contea, secondo cui l’attacco è stato “mirato e premeditato”. L’aggressore avrebbe infatti raggiunto il Chautauqua Institution dove era in programma la conferenza di Rushdie il giorno prima, con un documento falso.

Secondo alcune indiscrezioni, non confermate dal procuratore, il documento in questione sarebbe la patente intestata ad un martire degli Hezbollah.

Nei confronti di Matar, che si è dichiarato non colpevole delle accuse di tentato omicidio e aggressione, il giudice di NY ha predisposto l’arresto senza cauzione.

Nel frattempo l’aggressione è divenuta un caso diplomatico internazionale e offre l’occasione al premier israeliano Yair Lapid per tornare ad attaccare Teheran.

«L’attentato a Rushdie è un attacco alle nostre libertà e ai nostri valori – scrive su Twitter Lapid. – È il risultato di decenni di istigazione condotta dal regime estremista di Teheran. A nome del popolo di Israele, gli auguriamo una piena e veloce guarigione».

L’agente Andrew Wylie ha assicurato che Rushdie sia “sulla via della guarigione” sottolineando che “le ferite sono gravi ma la strada per la guarigione è quella giusta” e per questo “il recupero sarà lungo“.

La solidarietà dei colleghi, da Rowling a Lévy a Saviano

Dopo quanto accaduto allo scrittore, anche J. K. Rowling ha espresso la sua solidarietà a Rushdie con un tweet che ha scatenato le risposte dei follower. Fra queste anche la minaccia di un utente: «non ti preoccupare, sei la prossima».

Il profilo a nome Meer Asif Aziz, che si descrive come uno studente e attivista di origine pachistana, poco dopo è scomparso dalla piattaforma, non è chiaro se per un intervento diretto di Twitter o per decisione del suo stesso autore.

Massima solidarietà anche dal filosofo francese Bernard-Henri Lévy, che ha chiesto che a ottobre il Premio Nobel per la Letteratura venga consegnato a Salman Rushdie. Una proposta che richiederebbe un’eccezione al regolamento secondo cui i cinque finalisti vengono stabiliti a maggio e rimangono anonimi fino alla cerimonia di premiazione.

«Non riesco a immaginare nessun altro scrittore che oggi lo meriti più di lui. La campagna inizia ora – ha ribadito Lévy. – Questo scrittore punito per aver scritto, per trent’anni, testi liberi e che rendono liberi merita un risarcimento».

Esprime la sua vicinanza allo scrittore anglo-indiano anche Roberto Saviano: «purtroppo penso che questa esperienza rovinerà la vita di Salman» dichiara l’autore a Bfmtv.

«Al di là della sofferenza del corpo, temo che finirà sotto protezione, il che è davvero il peggio per lui. Temo che in futuro sarà ancora visto come un bersaglio. Ed è terribile, perché in tutti questi anni era davvero riuscito a liberarsi da tutto questo».

«È un uomo che mi ha difeso, che mi ha consigliato. È un uomo molto intelligente, molto allegro, ama la vita» racconta ancora di lui Saviano.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/HAYOUNG JEON