Lo scrittore è stato aggredito durante una conferenza, Matar si dichiara non colpevole

Durante una conferenza a New York un uomo ha aggredito lo scrittore Salman Rushdie.

Un giornalista dell’Associated Press, presente sul posto, ha raccontato che un uomo è salito sul palco e attaccato lo scrittore.

L’aggressore è Hadi Matar, un 24enne del New Jersey, è stato fermato dalla polizia. Secondo quanto dichiarato dalla governatrice di New York, Kathy Hochul, Rushdie è “vivo e sta ricevendo le cure di cui ha bisogno in ospedale“. Lo scrittore è stato portato in sala operatoria appena arrivato in ospedale, secondo la Bbc sarebbe stato colpito più volte a collo e torace con un’arma da taglio. Il quadro clinico di Rushdie è grave, rischia di perdere un occhio e ha riportati gravi danni a un braccio e al fegato.

Secondo diversi tra attivisti e oppositori iraniani i governanti di Teheran sono responsabili dell’attacco contro lo scrittore perché la Repubblica Islamica non ha mai ripudiato la fatwa del 1989 emessa dal suo fondatore che chiedeva l’uccisione del romanziere. «Che il tentativo di omicidio di oggi sia stato ordinato direttamente da Teheran o meno, è quasi certamente il risultato di 30 anni di incitamento alla violenza del regime contro questo celebre autore», ha affermato l’Unione nazionale per la democrazia in Iran che ha sede a Washington.

Mancano ancora informazioni sul movente e, benché non sia arriva nessuna reazione ufficiale dalle autorità iraniane, l’agenzia Fars ha pubblicato un editoriale sul ferimento di Salman Rushdie, augurandosi che “tiri le cuoia”. «Anche se finora non c’é nessuna notizia sulla sua morte auguriamo che tiri le cuoia e con la morte di questo autore satanico il cuore ferito dei musulmani possa guarire dopo tutti questi anni».

Il 24enne Hadi Matar è stato accusato di tentato omicidio di secondo grado e aggressione, ha dichiarato il procuratore distrettuale della contea, Jason Schmidt. Matar in tribunale si è dichiarato non colpevole.

Una fonte vicina al partito sciita filoiraniano libanese ha affermato alla Reuters: «non sappiamo nulla di questa persona e non commenteremo». Il quotidiano libanese L’Orient du Jour sostiene che l’assalitore, Matar, usava una patente falsa con il nome del comandante militare degli Hezbollah, Hassan Mughniyah.

In una nota della Casa Bianca il presidente Biden esprime solidarietà a Rushdie: «Jill e io siamo rimasti scioccati e rattristati nell’apprendere la notizia del feroce attacco a Salman Rushdie avvenuto ieri a New York. Insieme a tutti gli americani e alle persone di tutto il mondo, stiamo pregando per la sua salute e la sua guarigione. Sono grato ai primi soccorritori e alle persone coraggiose che sono entrate in azione per prestare soccorso a Rushdie e sottomettere l’aggressore».

di: Flavia DELL’ERTOLE

Aggiornamento: Micaela FERRARO

FOTO: SHUTTERSTOCK