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Mai così caldo dal 1950. Il ghiaccio marino antartico raggiunge il valore più basso di sempre: 7% sotto la media

Il caldo sembra cedere il passo grazie all’arrivo di una massa d’aria più fresca proveniente dall’Europa orientale che, oltre a portare un abbassamento delle temperature, potrebbe causare piogge, temporali e grandinate.

«La risalita dell’Anticiclone delle Azzorre verso latitudini settentrionali, fin verso la Scandinavia ha innescato di risposta la discesa di aria più fresca e instabile in quota dall’Europa nordorientale in direzione del bacino del Mediterraneo», spiega Antonio Sanò, direttore e fondatore de iLMeteo.it, sottolineando che nel fine settimana “intensi temporali hanno già sferzato l’arco alpino e le regioni del Nord, ma non è finita qui: il flusso di correnti più fresche proseguirà anche nei prossimi giorni, dando il via ad una fase decisamente più movimentata dopo tante settimane di quiete atmosferica”.

Ma nonostante le prospettive positive in merito alla pioggia, attualmente sono 116 i comuni della provincia di Cuneo, la metà in montagna, dove i sindaci hanno firmato ordinanze che impongono l’utilizzo responsabile dell’acqua e solo per scopi domestici a causa della siccità che non cede il passo.

«Grazie ai trasporti d’acqua la situazione degli acquedotti rimane stabile, ma critica. Aumenta la preoccupazione sulla possibilità di mantenere, sull’intero territorio, una corretta erogazione del servizio nelle prossime settimane», spiega l’Ato 4 Cuneese, l’autorità d’ambito che gestisce e governa il ciclo dell’acqua in provincia di Cuneo, aggiungendo che, in merito alle centinaia di chiamate che ogni giorno giungono dai privati in merito alla mancanza o scarsità d’acqua, “tanti invocano maggiori controlli e le conseguenti sanzioni. Lo diciamo da mesi: la situazione è davvero critica, non si vedono segnali di miglioramento. Se le nostre comunità non fanno la loro parte, potremmo dovere prendere decisioni drastiche nelle prossime settimane“.

A soffrire per la siccità sono soprattutto i ghiacciai: secondo quanto rilevato dal Copernicus Climate Change Service, a luglio 2022 l’estensione del ghiaccio marino antartico ha raggiunto il suo valore più basso nei 44 anni di dati satellitari monitorati, con il 7% inferiore alla media. Copernicus sottolinea che la zona oceanica meridionale “è stato interessato da estese aree di concentrazione del ghiaccio marino inferiori alla media, dai mari di Amundsen e Bellingshausen fino all’area settentrionale del mare di Weddell, così come in gran parte dell’Oceano Indiano. L’estensione del ghiaccio marino antartico è stata del 4% inferiore alla media, posizionandosi al dodicesimo posto per il mese di luglio nei dati satellitari, ben inferiore rispetto ai valori minimi di luglio registrati tra il 2019 e il 2021“.

«Le masse continentali dell’emisfero settentrionale rilevano perlopiù temperature ben superiori alla media. Le temperature sono state inferiori alla media lungo l’Oceano Indiano occidentale, dal Corno d’Africa all’India meridionale fino a gran parte dell’Asia centrale, così come in quasi tutta l’Australia», aggiunge Copernicus.

di: Federico ANTONOPULO

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