Johnson

Altri due sottosegretari si dimettono mentre il premier risponde al Question Time: “il Paese merita di meglio”. Escluse le elezioni anticipate

Il Governo di Boris Johnson è sempre più precario. Il premier britannico, tuttavia, durante il Question Time alla Camera dei Comuni ha sottolineato che il suo lavoro “continuerà”. «È esattamente quando i tempi sono duri e il Paese affronta pressioni sull’economia, e la più grande guerra in Europa da 80 anni, che è il momento in cui ci si aspetta che un Governo continui con il suo lavoro e non se ne vada ed è quello che farò» ha detto.

Ha poi specificato che Pincher ha perso l’incarico “appena ho saputo delle accuse” di molestie contro di lui.

L’ondata di scandali che ha travolto BoJo lo sta lasciando senza alleati dopo il caso Pincher, deputy chief whip e fedelissimo del premier costretto a dimettersi la settimana scorsa per aver palpeggiato due uomini, fra cui un collega deputato, in un club per uomini.

Durante l’intervento di Johnson, infatti, si sono dimessi altri due sottosegretari: quella all’Ambiente, Jo Churchill e quello all’Edilizia, Stuart Andrew. Entrambi hanno affermato che il Paese e il partito “meritano di meglio”. Dopo l’addio dei ministri della Salute e delle Finanze, questa mattina invece avevano annunciato le dimissioni il viceministro responsabile finora del dossier della Famiglia e dell’Infanzia, Will Quince, e la ministrial aide ai Trasporti (figura simile al nostro sottosegretario, ma con meno poteri), Laura Trott. Addio anche a Robin Walker, viceministro per gli Standard della Scuola in seno al dicastero dell’Istruzione.

Pronunciando il suo discorso di dimissioni, l’ormai ex ministro della Salute Sajid Javid ha detto che il premier “causerà danni duraturi alla reputazione del partito conservatore se rimarrà in carica“.

Johnson si è scusato pubblicamente per non aver preso provvedimenti contro Pincher due anni fa, riconoscendo come “un errore” la sua permanenza nella compagine Tory. Ma non sembra essere sufficiente.

Attacca, intanto, il leader del partito laburista britannico Keir Starmer, durante il Question time alla Camera dei Comuni: «i Tory che si stanno dimettendo ora, dopo aver accettato tutto il resto, non hanno integrità. È il primo caso di navi che affondano in fuga dal topo».

Nel pomeriggio anche Michael Gove, segretario di Stato per le comunità e i governi locali del Regno Unito, ha chiesto a Johnson di dimettersi. Ad ora si sono già dimessi da loro incarico 30 membri del Governo britannico fra ministri, assistenti dei ministri e sottosegretari.

Una delegazione composta da 6 ministri ha annunciato di voler chiedere a Johnson di dimettersi. Poco prima il premier britannico ha negato la possibilità di elezioni anticipate. «Non credo che nessuno le voglia in questo momento – ha dichiarato Johnson – Credo invece che noi dobbiamo andare avanti, servire gli elettori e affrontare le priorità che stanno loro a cuore».

di: Micaela FERRARO e Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/SERGIO PEREZ