letta di maio ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Conte per ora garantisce il sostegno alla maggioranza di Governo. Fico: scissione è operazione di potere e non politica

Mentre in Aula si assiste alla nascita del nuovo gruppo di Di Maio, si susseguono le critiche dal Movimento, che punta il dito contro la scissione, e non solo.

Se da un lato Conte assicura che il sostegno al Governo non è in discussionerimarremo la prima forza politica ad occuparci di tutti quei temi, dalla giustizia sociale alla transizione ecologica, che fanno parte dell’ossatura del Movimento 5 Stelle»), dall’altro Fico non risparmia le accuse all’ex compagno di partito e ministro, la cui “scissione è una operazione di potere e non politica, che è cosa diversa“.

«In questi giorni è stato sottolineato che non siamo più la prima forza politica in Parlamento. Direi che essere i “primi” nel Palazzo non è tutto. – aggiunge Conte – Per me l’importante è essere i primi a tendere la mano nel Paese alle famiglie in difficoltà, ai giovani precari, a chi lotta contro l’inquinamento nella propria città, alle imprese che non vogliono chiudere i battenti nei loro territori».

Ribadisce la stabilità del Governo anche Letta, secondo cui l’Esecutivo Draghi “ha dimostrato di essere molto forte” come ha dimostrato “il voto largo, praticamente unanime di ieri” della fiducia sul maxi emendamento al ddl di attuazione del Pnrr.

«È la dimostrazione del fatto che la scissione che è avvenuta non ha indebolito il governo, che anzi forse oggi è più forte» rivendica il segretario del Pd a margine del prevertice del Pse a Bruxelles.

L’ex sindaca di Torino Appendino ha ribadito il suo pieno appoggio al Movimento: «ieri Luigi Di Maio e diversi parlamentari hanno fatto una scelta che non condivido assolutamente, ma che non cancella quanto fatto e vissuto insieme in tutti questi anni. Che, nel bene e nel male, ci ha portato ad essere ciò che siamo».

Nel frattempo Conte evoca “un confronto in settimana” con Draghi per riscrivere le “regole” della convivenza del Movimento all’interno della maggioranza, precisando: «lascerei che Di Maio si interroghi con la propria coscienza e decida, io non chiederò le sue dimissioni», come invece vorrebbero le regole M5S.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI