ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Il presidente della Camera ha reso ufficiale la costituzione del gruppo Insieme per il Futuro del ministro degli Esteri. Meloni: follia un Governo il cui principale sostenitore si è sciolto

Luigi Di Maio ha convocato per domani alle 14.30 l’assemblea congiunta dei parlamentari che andranno a far parte del nuovo gruppo Insieme per il Futuro, annunciato questa mattina in Aula alla Camera dal presidente Roberto Fico.

«A mio modo di vedere, in base alla via che ha preso, certamente Di Maio può diventare un interlocutore del nuovo centro allargato. Ora occorrerà vedere quali connotati prenderà, su un tema molto importante per la collocazione di un partito come la politica estera Di Maio ha preso delle posizioni molto nette e simili alle nostre», è stato il commento del presidente di Regione Liguria e leader di Italia al Centro Giovanni Toti. «Dopodiché su Di Maio occorre vedere bene che cosa farà – ha ribadito – nel senso che il Di Maio del balcone della povertà sconfitta e dei navigator è un qualcosa di molto diverso da adesso, se ha preso la strada della responsabilità e della cultura di governo ne sono particolarmente lieto perché va a ingrossare le fila che da anni cerco di mettere insieme per ridare un po’ di equilibrio alla politica italiana».

Per quanto riguarda il leader di Italia Viva Matteo Renzi, ha definito il dibattito su un ipotetico sodalizio “lunare, surreale” perché “non si sa nemmeno con che legge si andrà a votare”. «I 5 Stelle spariranno ma per il Governo non cambierà nulla. Ieri per ore si è discusso di quali aggettivi bisognasse usare nella risoluzione. La realtà è che la risoluzione è passata ed è stata votata da tutti nella maggioranza. I ministri 5 Stelle restano al loro posto, non cambia nulla. Erano partiti per cambiare l’Italia, dovevano abolire la povertà e invece hanno abolito il grillismo. Per me va bene così. Non festeggiamo per rispetto ma si chiude una pagina negativa per il bene del Paese. Il Governo non cade. Conte ha fatto un capolavoro: voleva rimarcare la propria posizione sulle armi e ha finito con il permettere a Di Maio di portargli via mezzo partito».

A Roma era atteso oggi Beppe Grillo ma secondo quanto riferisce Adnkronos il fondatore del MoVimento ha deciso di posticipare il suo arrivo nella Capitale, dove potrebbe arrivare la settimana prossima.

Nel frattempo si susseguono i commenti delle altre forze politiche. «Mai vista una scissione di partito per continuare a stare nello stesso governo e votare gli stessi atti» ha commentato Giorgia Meloni.

«Quelli che dovevano aprire il palazzo come una scatoletta di tonno hanno finito per mettere la democrazia in salamoia – ironizza la presidente di FdIMa al di là del giudizio sulle persone e le scelte, ritengo che continuare a tenere in piedi questi governo a fronte dello scioglimento di fatto del principale partito di maggioranza che lo sostiene sia una follia».

Non si è detta stupita nemmeno Enrica Sabatini, socia di Rousseau e compagna di Casaleggio secondo cui “sta esplodendo tutto, ma era abbastanza prevedibile“.

«Una scissione così tempestiva non me l’aspettavo. Luigi ha sempre sentito un legame forte col Movimento, pensavo che in qualche modo combattesse maggiormente dall’interno» ha dichiarato ancora Sabatini.

Nel frattempo Giuseppe Conte rifocalizza la scissione avviata da Di Maio, rivendicando un Movimento tutt’altro che finito: «i nostri principi e i nostri obiettivi non sono più validi? State scherzando?» ha dichiarato il leader pentastellato raggiungendo la sede di Campo Marzio per incontrare gli altri vertici fra i quali Paola Taverna, Stefano Patuanelli, Carlo Sibilia, Mariolina Castellone, Nunzia Catalfo.

Poco prima di Conte, questa mattina ha raggiunto la sede del Movimento anche il senatore Emiliano Fenu che, dopo aver annunciato il passaggio con il nuovo partito di Di Maio, è tornato sui suoi passi e ha deciso che resterà nell’attuale formazione.

Rispetto a una possibile fuoriuscita dal Governo dei Pentastellati, l’ex viceministro Stefano Buffagni glissa: «valutiamo, vediamo, ci dobbiamo riflettere non vi pare?».

«Continueremo le nostre battaglie come abbiamo sempre fatto» assicura il vicepresidente del M5S Riccardo Ricciardi, precisando che anche se “i numeri contano” e il Movimento è ormai dimezzato in Parlamento è il “peso politico” ad avere un valore. «Di Maio fa il suo, ora possiamo non pensare a lui ma al Movimento. – dice poi rispondendo a chi gli chiede se il ministro degli Esteri debba lasciare la sua posizione – Dovete chiederlo a lui sennò poi mi accusa di attacchi personali. Il movimento ora è libero, può ripartire con più vigore».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI