Seggi aperti dalle 7 alle 23 per il rinnovo di 971 amministrazioni comunali e per il referendum sulla giustizia. Caos a Palermo dove mancano diversi presidenti

Appuntamento al seggio per gli italiani che oggi possono votare per il rinnovo dei consigli di amministrazione: alle urne sono chiamati quasi 9 milioni di cittadini.

I seggi saranno aperti in tutta Italia anche per sottoporre a 50.915.402 elettori, di cui 4.735.783 all’estero, i cinque quesiti che compongono il referendum sulla giustizia.

Secondo gli exit poll del consorzio Opinio Italia della Rai l’affluenza per il referendum si è attestata al 19-23%.

Alle 19, invece, l’affluenza parziale alle si attesta al 41,7% per le comunali e all’14,8% per i referendum. Per il primo e il quarto quesito referendario ha votato il 14,84% degli aventi diritto, l’affluenza per il terzo quesito si attesta, invece, al 14,85%.

Il dato definitivo sull’affluenza dal Viminale conferma che alle 12 aveva votato alle amministrative il 17,64% degli aventi diritto; nelle precedenti omologhe il dato era superiore, del 19,64%, ma in quell’occasione il voto era spalmato su due giornate.

Bassa invece l’affluenza sul referendum per il quale alle 12 ha votato poco più del 6,73%. Nello specifico, ha votato per il referendum 1 sull’incandidabilità dopo la condanna il 6,79%; per il quesito due sulla limitazione delle misure cautelari il 5,28%; per il quesito tre sulla separazione delle carriere dei magistrati il 5,26%; per il quesito quattro sui membri laici nei consigli giudiziari il 6.79% e sul quesito cinque riguardante l’elezione dei componenti del Csm il 6,78%. Record di voti con quasi il 10% in Liguria, dove si vota anche per le comunali a Genova, con in Friuli Venezia-Giulia e Veneto con il 9%, mentre l’affluenza più bassa si registra in Molise (4,1%). 

In totale sono 26 i Comuni capoluogo che rinnovano la loro amministrazione, compresi quattro capoluoghi di Regione: Genova, Catanzaro, Palermo, L’Aquila cui si aggiungono Gorizia, La Spezia, Parma, Piacenza, Lucca, Pistoia, Frosinone, Rieti, Viterbo, Barletta, Taranto, Messina e Oristano.

Fra questi vi sono quattro Comuni commissariati, ossia Barletta e Taranto in seguito a un voto di sfiducia della giunta e Messina e Viterbo per le dimissioni del sindaco.

La macchina del voto, attiva già da stanotte, ha avuto qualche intoppo in particolare a Palermo dove a due ore dall’apertura dei seggi mancavano una 50ina di sezioni elettorali, rimaste chiuse per assenza dei presidenti incaricati di insediarsi.

Ieri sera alle 23.30 di ieri il Viminale ha comunicato ai seggi che gli scrutinatori possono eleggere tra loro un presidente di seggio laddove mancasse; come ha spiegato un presidente, però, “gli scrutinatori non sono adeguatamente formati e persistono difficoltà nelle operazioni di voto“.

Questa mattina, però, diverse sezioni non si sono potute insediare in assenza di un presidente e molte persone sono già state rispedite a casa, impossibilitate a votare.

Già nei giorni scorsi a Palermo erano state sollevate delle criticità nel reperire persone disponibili a presiedere i seggi, tanto che il Comune si era appellato agli ordini professionali di avvocati e dottori commercialisti per reclutare professionisti disposti a prestarsi per l’election day.

La polemica all’italiana corre (anche) dietro a un pallone: questa sera infatti allo stadio Renzo Barbera il Palermo calcio giocherà la finale di Play off di Serie C contro il Padova per la promozione in B.

Per l’evento sono attese oltre 34mila persone e si era già parlato della possibilità di spostare la partita che avrebbe inevitabilmente indotto molti tifosi a disertare le urne e rifiutare il compito di scrutatore o presidente, anche in vista di possibili festeggiamenti. L’evento sportivo però è stato confermato dalla Prefettura.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO