Secondo il sottosegretario alla Salute i tempi sono maturi per una nuova convivenza con il virus. Bianchi spegne le polemiche sulle mascherine agli esami di maturità: “la mascherina educa alla sicurezza”

«Dal 15 giugno credo che andremo a rimuovere le ultime misure restrittive ancora in essere. Mi riferisco all’utilizzo della mascherina nei luoghi al chiuso». Rompe così il silenzio su uno dei temi più divisivi del momento il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, secondo cui “ci sono le condizioni” per un ritorno alla normalità.

«Guai a pensare all’obiettivo del contagio zero» ammonisce però Costa dai microfoni di Radio anch’io su Radio1, secondo cui l’obiettivo del Governo è “creare le condizioni di convivenza con il virus“.

Costa ha precisato anche che per quanto riguarda i luoghi di lavoro sono state le singole aziende a produrre protocolli condivisi con le organizzazioni sindacali che hanno protratto l’obbligo dell’utilizzo della mascherina.

«Però, di fatto, non siamo più di fronte a un obbligo normativo» conclude il sottosegretario.

Le dichiarazioni di Costa fanno stridono parzialmente con quanto ribadito stamane dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che ha ricordato come il “patto” stipulato lo scorso settembre per riaprire le scuole in presenza aveva lo scopo di “garantire il massimo della sicurezza per il vicino di banco“.

«E la mascherina è un simbolo di questo patto» precisa Bianchi, che invita a “non enfatizzare” le polemiche sull’obbligo di mascherina agli esami di Maturità. Sulla questione si attende anche la pronuncia del Tar del Lazio, cui il Codacons ha presentato ricorso.

Il ministro ha poi ricondiviso la linea della “nuova normalità da Covid” che lungi dall’essere un obiettivo “zero Covid” prevede una convivenza normata con il virus: «si torna a una nuova vita collettiva in cui la scuola deve essere al centro».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/TINO ROMANO