La nuova legge sul salario minimo approvata in Ue vuole “raggiungere condizioni di lavoro dignitose per i dipendenti”

Il Consiglio europeo ha annunciato questa notte di aver trovato un accordo politico provvisorio sul progetto del salario minimo nel territorio dell’Ue. L’intesa dovrà ora essere approvata in via definitiva sia dal Parlamento che dal Consiglio Ue entro giugno. Da quel momento scatterà la tagliola dei due anni per il recepimento negli ordinamenti nazionali.

Ora il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, chiede che il salario minimo diventi “realtà in Italia dove ancora milioni di italiani percepiscono stipendi sotto i 9 euro l’ora”. «Nella notte in Ue è stato raggiunto un accordo storico sul salario minimo, per evitare concorrenza sleale tra Stati e dumping salariale – scrive su Facebook. – Serve una legge dignitosa per quei lavoratori che portano avanti il Paese. Il MoVimento 5 Stelle la sostiene da tempo e si sta battendo in Parlamento, cercando la convergenza anche delle altre forze politiche».

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha espresso il suo entusiasmo su Twitter: «nei nostri orientamenti politici abbiamo promesso una legge per garantire salari minimi equi nell’Ue. Con l’accordo politico sulla nostra proposta su salari minimi adeguati, portiamo a termine il nostro compito. Le nuove regole tuteleranno la dignità del lavoro e faranno in modo che il lavoro paghi».

La presidenza di turno francese dell’Ue ha commentato: «nel pieno rispetto delle diversità nazionali il provvedimento favorirà dei salari minimi adeguati nell’Ue e lo sviluppo della contrattazione collettiva».

Il commissario Ue al Lavoro, Nicolas Schmit, ha specificato: «sono molto fiducioso che alla fine il Governo italiano e le parti sociali raggiungeranno un buon accordo per rafforzare la contrattazione collettiva, soprattutto per coloro che non sono ben tutelati, e alla fine arriveranno alla conclusione che potrebbe essere importante introdurre il sistema salariale minimo in Italia. Ma spetta al Governo italiano e alle parti sociali farlo».

L’Italia, infatti, è uno dei 6 Paesi dell’Ue (insieme ad Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Svezia) a non avere già una regolamentazione in materia. Il progetto delle tre istituzioni europee è quello di rispettare le diverse tradizioni di welfare dei 27, arrivando però a garantire “un tenore di vita dignitoso”, a ridurre le disuguaglianze e a mettere un freno ai contratti precari e pirata.

A tal proposito si esprime il ministro italiano delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, che scrive su Facebook: «a questo Paese serve un salario minimo, che deve essere approvato in questa legislatura. Il MoVimento 5 Stelle lo chiede ormai da 9 anni, un appello rimasto inascoltato da quasi tutte le altre forze politiche, che nel corso di questi anni hanno ostacolato questa fondamentale riforma di civiltà. Solo oggi, dopo la pubblicazione degli scandalosi dati Ocse, l’arco politico italiano sembra essersi svegliato sul tema e la direttiva europea rappresenta una rivoluzione per tutti quei Paesi che ancora oggi, assurdamente, non lo hanno ancora introdotto».

«La presidenza del Consiglio e i negoziatori del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sul progetto di direttiva sui salari minimi adeguati nell’Ue – è stato l’annuncio arrivato la scorsa notte. – La nuova legge, una volta adottata definitivamente, promuoverà l’adeguatezza dei salari minimi legali e contribuirà così a raggiungere condizioni di lavoro e di vita dignitose per i dipendenti europei».

Il Consiglio ha specificato che gli Stati membri saranno tenuti a fare in modo di recepire i criteri per fissare e aggiornare i salari minimi tramite un quadro procedurale da studiare caso per caso e che dovrà essere aggiornato e rivisto ogni due anni almeno. «Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno convenuto che gli aggiornamenti dei salari minimi legali avverranno almeno ogni due anni (o al massimo ogni quattro anni per quei Paesi che utilizzano un meccanismo di indicizzazione automatica). Le parti sociali dovranno essere coinvolte nelle procedure di definizione e aggiornamento dei salari minimi legali».

Il Consiglio ha chiarito anche che la nota vuole “estendere” la copertura dei lavoratori tramite la contrattazione collettiva e che, “laddove il tasso di copertura della contrattazione collettiva sia inferiore a una soglia dell’80% gli Stati membri dovrebbero definire un piano d’azione per promuovere la contrattazione collettiva”.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA