Il ministro della PA: “è contro la nostra storia culturale di relazioni industriali”

Lunedì sera Strasburgo potrebbe pronunciare l’ultima parola sul salario minimo: alle 19, a margine della sessione plenaria del Parlamento, si terrà il round decisivo dei negoziati sulla direttiva che mira a introdurre uno sbarramento salariale minimo nei 27.

Sembra molto probabile che Commissione, Parlamento e Consiglio Ue giungano ad un accordo nella notte fra lunedì e martedì.

Al momento si discute su una proposta della Commissione del 2020 che punta a fissare salari minimi adeguati ed equi, pur nel rispetto delle singole impostazioni nazionali. Il progetto mira a rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva a discapito di quella privata.

La notizia arriva dopo che questa mattina il Parlamento tedesco ha approvato la proposta di Scholz di alzare il salario minimo a 12 euro.

In Italia, invece, arriva l’alt di Brunetta. Il ministro della Pubblica amministrazione ha ribadito che “il salario minimo per legge non va bene perché è contro la nostra storia culturale di relazioni industriali“.

«Non buttiamo il bambino con l’acqua sporca e valorizziamo le nostre relazioni industriali. – incalza il ministro – Il salario non può essere moderato ma deve corrispondere alla produttività».

Dal segretario dem Enrico Letta arriva la spinta sull’introduzione del salario minimo e l’abolizione degli stage gratuiti: «non è possibile che oggi i primi lavori siano sempre tirocini gratis: noi li vogliamo abolire, come il ministro Orlando ha già cominciato a fare. La questione salariale è fondamentale: c’è l’impegno ad arrivare al salario minimo, come in Germania e in Australia. In Italia i salari sono fermi a 20 anni fa; l’inflazione è ripartita e l’effetto è terribile».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI