Il presidente ucraino mette un freno alle proposte di Kissinger. Intanto i Paesi Nato si starebbero accordando per non inviare tank e aerei

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non cederà parte dei territori dell’Ucraina in cambio della pace. Ad affermarlo è lui stesso in un video in cui risponde alla proposta avanzata da l’ex segretario di Stato americano, Henry Kissinger.

«Dietro a tutte queste speculazioni geopolitiche di coloro che consigliano all’Ucraina di cedere qualcosa alla Russia, i “grandi geopolitici” sono sempre restii a vedere la gente comune – ha affermato il leader ucraino, sostenendo che Kissinger “emerge dal profondo passato” e il suo “calendario non è il 2022, ma il 1938“. – Qualunque cosa faccia lo Stato russo, c’è qualcuno che dice: teniamo conto dei suoi interessi. Nonostante migliaia di missili russi abbiano colpito l’Ucraina. Nonostante le decine di migliaia di ucraini uccisi».

«L’Ucraina – ha ribadito – combatterà fino a quando non riconquisterà tutti i suoi territori. Tutti coloro che difendono lo Stato stanno resistendo all’offensiva estremamente feroce delle truppe russe nell’est».

Alle sue affermazioni, e a quelle di Scholz a Davos (leggi qui), risponde il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov: «Mosca si aspetta che Kiev accetti le sue richieste e sia consapevole della situazione attuale».

Dello stesso avviso è il suo ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba. «Rispetto Henry Kissinger, ma apprezzo il fatto che non ricopra alcuna posizione ufficiale nell’Amministrazione statunitense. Ha la sua opinione, ma non siamo assolutamente d’accordo con essa. Non è qualcosa che faremo – ha dichiarato. – La politica di dialogo seguita da Kiev nei confronti della Russia non ha mai funzionato e alla fine ci ha portato tutti alla più grande guerra in Europa dalla seconda guerra mondiale. Se ha fallito una volta, fallirà due volte».

Intanto i Paesi membri della Nato si starebbero accordando per non fornire al Paese invaso blindati e aerei da combattimento. Ad affermarlo sono gli organi di stampa tedeschi, tra cui l’agenzia di stampa tedesca Dpa e il quotidiano Die Zeit. Gli Alleati, infatti, temono che la Russia possa prendere l’invio di tali aiuti come un’entrata in guerra.

L’Italia ha revocato “per indegnità” quattro onorificenze, due di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Stella d’Italia e due di Commendatore dell’Ordine della Stella d’Italia, concesse a cittadini russi: M. M. Vladimirovich, primo ministro della Federazione Russa, M. Denis, ministro dell’Industria, E. V. Leonidovich, segretario di Stato della Federazione Russa, e K. Andrey Leonidovich, presidente della Banca russa VTB.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA