Il ministero della Salute ha firmato la circolare per l’adozione delle misure contro il monkeypox. Si sta prendendo in considerazione la vaccinazione per gli operatori sanitari

Due nuovi casi di vaiolo delle scimmie sono stati individuati in Lombardia (leggi qui). Entrambi i pazienti si trovano in isolamento nella loro abitazione, sotto osservazione, in condizioni stabili e non preoccupanti. Il primo paziente è stato diagnosticato positivo al San Raffaele di Milano, con il supporto dell‘Asst Sacco, il secondo all’ospedale di Verona. Entrambi i casi sono riconducibili a cluster internazionali.

Nel frattempo, è arrivata la circolare del ministero della Salute sulla vaccinazione per i contatti a rischio e i sanitari.

«La vaccinazione post-esposizione (idealmente entro quattro giorni dall’esposizione) – si legge nella circolare firmata dal Direttore Generale della Prevenzione sanitaria presso il Ministero della Salute Giovanni Rezza- può essere presa in considerazione per contatti a rischio più elevato come gli operatori sanitari, compreso il personale di laboratorio, previa attenta valutazione dei rischi e dei benefici».

«L’adozione di contromisure di tipo medico farmacologico, inclusi specifici antivirali – continua la circolare – può essere presa in considerazione nell’ambito di protocolli di uso sperimentale o compassionevole, in particolare per coloro che presentano sintomi gravi o che possono essere a rischio di scarsi risultati, come le persone immunodepresse».

Nella circolare viene specificato che potrebbe essere richiesta l’a quarantena “in specifici contesti ambientali ed epidemiologici, sulla base delle valutazioni delle autorità sanitarie“.

«Attualmente si conosce poco sull’idoneità delle specie animali europee peri-domestiche (mammiferi) a fungere da ospite per il virus del vaiolo delle scimmie. Tuttavia – si legge nella circolare – si sospetta che i roditori, e in particolare le specie della famiglia degli Sciuridae (scoiattoli), siano ospiti idonei, più dell’uomo, e la trasmissione dall’uomo agli animali (da compagnia) è quindi teoricamente possibile».

Il documento del ministero della Salute è in linea con l’avvertimento lanciato nei giorni scorsi dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

di: Francesca LASI

FOTO: PIXABAY