191 casi in Europa, 118 nei Paesi dell’Ue

219 casi in 19 Paesi: è questo l’ultimo bilancio della diffusione del vaiolo delle scimmie nelle zone in cui la malattia non è endemica, stando al più recente rapporto del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

Nel dettaglio, la maggior parte dei casi, 191, si concentra nel Vecchio Continente: 71 casi nel Regno Unito, 51 in Spagna e 37 in Portogallo. Il Canada ne conta 15, 9 negli Stati Uniti, due in Australia, uno in Israele e uno negli Emirati Arabi Uniti.

Riscontrato il primo caso di Monkeypox in Emilia Romagna, l’uomo risultato positivo è ricoverato dall’Ospedale di Bologna, il Sant’Orsola, in isolamento. Le condizioni di salute sono buone.

Come si legge nel rapporto, “la maggior parte dei casi sono giovani uomini, che si identificano come uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. Non ci sono stati morti“. Già nei giorni scorsi l’OMS aveva ritenuto “molto bassa” la probabilità di contagio nella popolazione generale e “alta” nelle persone con più partner sessuali. Secondo l’Organizzazione, in ogni caso, sarebbe possibile rallentare e “fermare” la trasmissione della malattia, debellata nei Paesi occidentali da oltre 40 anni.

Il vaiolo delle scimmie è una malattia endemica in 11 paesi dell’Africa occidentale e in Africa centrale.

di: Alessia MALCAUS

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