Il ministro della Salute Speranza ha dichiarato che è stata attivata una rete di sorveglianza a livello europeo e nazionale
Dopo il primo caso di vaiolo delle scimmie in Emilia-Romagna (leggi qui ), il ministro della Salute Roberto Speranza ha invitato a non cedere ad allarmismi.
«Abbiamo attivato la nostra rete di sorveglianza sia a livello europeo, sia a livello nazionale – ha dichiarato Speranza – Abbiamo un numero limitato di casi: bisogna tenere alta l’attenzione ma senza allarmismi. È una vicenda totalmente diversa rispetto a quella che abbiamo vissuto con il Covid».
Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha dichiarato che “40% di chi è stato vaccinato contro il vaiolo ha già una protezione indicativamente intorno all’85%”. Costa ha sottolineato che l’Iss ha disponibilità di cinque milioni di dosi.
Sylvie Briand, direttrice dell‘Emergency Preparedness dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha spiegato che il numero dei casi dei contagiati da vaiolo delle scimmie “potrebbe aumentare nei prossimi giorni, siamo veramente all’inizio di questo evento. Il primo caso è stato notificato il 7 maggio, sono dunque solo 3 settimane e sappiamo che avremo più casi nei giorni a venire“. In occasione del technical briefing sulla malattia durante il 75esimo World Health Assembly Briand ha sottolineato che il rapido aumento dei casi dipende dal fatto che “di solito noi abbiamo o zero casi o casi veramente sporadici nei Paesi non endemici“. Le incognite continuano a essere molte dato che non è ancora stato chiarito se “questa situazione sia dovuta a un cambiamento del virus“, ma “non sembra così, perché la prima sequenza del virus evidenzia che il ceppo non è diverso da quello che possiamo trovare nei Paesi endemici. Probabilmente sarà dovuto a un cambiamento nei comportamenti umani, ma stiamo indagando. Ci sono anche molte incertezze per il futuro“.
La direttrice dell’Emergency Preparedness ha anche sottolineato che non è ancora possibile sapere se “questa trasmissione si fermerà. Nei Paesi endemici vediamo dei focolai limitati e speriamo che sia esattamente lo stesso con quello attuale, ma non lo sappiamo. Come non sappiamo l’estensione della malattia. Abbiamo chiesto ai Paesi di essere più vigili“. L’attenzione dei Paesi ha portato a rilevare più casi e monitorare la situazione “al momento non sappiamo se vediamo la punta dell’iceberg e ci sono più casi ancora non rilevati nelle comunità; non sappiamo se ci sono serbatoi animali e neanche la modalità di trasmissione“.
L’importante è “evitare panico e stigmatizzazioni” e utilizzare ogni misura di contenimento dei contagi si potrà “contenerlo facilmente” ed è possibile agire per “aumentare la consapevolezza perché siamo davvero all’inizio e abbiamo una buona finestra di opportunità per fermare la trasmissione ora“.
Registrato in America Latina il primo caso di vaiolo delle scimmie, il paziente è un uomo originario della provincia di Buenos Aires stato in Spagna dal 28 aprile al 16 maggio. L’argentino ha manifestato i sintomi domenica, le autorità sanitarie stanno lavorando per sequenziare il virus.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI