L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea che è possibile contenere la trasmissione nei Paesi in cui la malattia è endemica
Gli Stati Uniti si stanno preparando a vaccinare le persone che sono risultate a stretto contatto con i pazienti affetti da vaiolo delle scimmie. Nel Paese ci sono cinque casi probabili o confermati ma si prevede che il numero aumenterà.
Salgono a 20 i casi di vaiolo delle scimmie confermati in Spagna. Lo rende noto il ministero della Sanità.
Altri 16 casi sono risultati positivi a prove per individuare tracce di vaiolo: al momento sono in corso studi di sequenziamento per capire a quale virus specifico corrispondano. Su altri 22 casi, notificati come sospetti, sono in corso le analisi necessarie.
È possibile, comunque, contenere la trasmissione dei casi di vaiolo delle scimmie nei Paesi in cui la malattia non è endemica. Lo ha dichiarato la dottoressa Maria Van Kerkhove, specializzata in malattie infettive, a capo della ricerca sulle malattie emergenti dell’Oms (leggi qui).
«Intendiamo bloccare la trasmissione del virus da uomo a uomo e siamo in grado di farlo nei Paesi in cui il vaiolo delle scimmie non è endemico – ha affermato Van Kerkhove – Siamo in una situazione nella quale possiamo utilizzare strumenti di sanità pubblica per identificare i casi precocemente e affrontarne l’isolamento. Il contagio avviene attraverso uno stretto contatto fisico, pelle a pelle».
Van Kerkhove ha sottolineato che la maggior parte dei casi finora osservati non presenta la malattia in forma severa, oltre a ribadire che l’identificazione precoce e “l’isolamento dei casi fanno parte delle misure raccomandate dall’Oms e dall’ECDC”.
La dottoressa Rosamund Lewis, a capo della ricerca sul monkeypox nell’ambito del programma per le emergenze dell’Oms, ha spiegato che non è ancora chiaro se il virus responsabile del vaiolo delle scimmie abbia subito una mutazione: la risposta arriverà solo con l’analisi della sequenza genetica.
di: Francesca LASI
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