La nave battente bandiera iraniana ma gestita da operatori russi era stata sequestrata nelle acque greche
È diretto negli Stati Uniti il carico di petrolio confiscato sulla nave Pegas, battente bandiera iraniana ma operata da 19 membri russi dell’equipaggio, sequestrata lo scorso mese dalle autorità greche.
La nave era stata posto sotto sequestro nei pressi dell’isola meridionale di Evia come parte delle sanzioni varate dall’Unione europea nei confronti della Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. La Pegas, poi ribattezzata Lana, infatti, batteva bandiera iraniana solo dal 1° maggio: prima era battente russa. A causa della confusione sui suoi proprietari, tuttavia, era stata rilasciata.
Stando a quanto dichiarato da una fonte del ministero della navigazione greco, il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha “informato la Grecia che il carico sulla nave è petrolio iraniano” e che “il carico è stato trasferito su un’altra nave che è stata noleggiata dagli Stati Uniti“.
Una fonte occidentale separata ha poi aggiunto che il carico è stato trasferito sulla nave cisterna battente bandiera della Liberia, Ice Energy, gestita dalla compagnia di navigazione greca Dynacom. Quest’ultima ha confermato che “era in corso un trasferimento del petrolio dalla nave alla Ice Energy di Dynacom, che poi salperà per gli Stati Uniti“.
I funzionari statunitensi, invece, non hanno commentato la questione. Dall’Iran, invece, il ministero degli Esteri avrebbe convocato l’incaricato d’affari dell’ambasciata greca a Teheran per via del sequestro del carico di una nave che era “sotto la bandiera della Repubblica islamica dell’Iran nelle acque greche ed era informato delle forti obiezioni” del Governo iraniano.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/ADAM WARZAWA