Le destinazioni da scoprire nel 2025, la nostra top ten basata sui consigli di National Geographic
Una grande tradizione di inizio anno – forse la più classica – è stilare una lista di buoni propositi, che generalmente si chiude proprio con uno speranzoso “rispettare la lista di buoni propositi”. I punti più gettonati sono sempre gli stessi – perdere peso, iscriversi in palestra, mangiare meglio, leggere di più – ma uno dei nostri preferiti è “viaggiare di più”. Perché? Perché viaggiare vuol dire uscire dalla propria comfort zone e scoprire il mondo, culture diverse, realtà diverse, che spingono ad aprire la mente e rendono più facile comprendere e accogliere, due verbi che andrebbero studiati, usati, apprezzati di più.
Partendo perciò da una classifica di National Geographic abbiamo stilato una top ten delle migliori destinazione da scoprire nel 2025, per un anno di avventure, riscoperta e magia.
Giappone, Kanazawa
Il Giappone è da diversi anni ormai meta turistica molto gettonata. L’afflusso di visitatori ha costretto i funzionari delle città maggiormente prese d’assalto, Kyoto in primis, a chiudere l’accesso ad alcune strade e talvolta a interi quartieri, ad esempio quello di Gion. Ma per chi vuole davvero immergersi nell’atmosfera nipponica e magari evitare una parte di folla, National Geographic segnala un’altra meta: Kanazawa, città castello perfettamente conservata che permette di avere un “assaggio” di quel che potremmo definire il “Giappone più autentico”. Kanazawa è la capitale della prefettura di Ishikawa, si trova sull’isola centrale dell’arcipelago giapponese, Honshu, e ha alle spalle le Alpi giapponesi e di fronte il Mar del Giappone. Il suo nome significa letteralmente “palude dorata” e deriva da una leggenda: si narra che un giorno un contadino di nome Imohori Togoro stesse sciacquando delle patate in una palude quando si accorse che dalle stesse cadeva polvere d’oro. E una miniera in qualche modo Kanazawa lo è davvero: durante il periodo Edo, epoca dei samurai (tra il 1603 e il 1868), questa città era la roccaforte del clan dei Maeda e sono molte le testimonianze che rimangono di quest’epoca storica così fiorente. È una città a misura d’uomo e il suo cuore è sicuramente il castello, dove risiedeva il clan Maeda, con la sua porta Nezumitamon, il ponte che attraversa il fossato – uno dei più grandi ponti in legno della zona – la torretta a forma di diamante, Hishi Yagura, e il giardino Kenrokuen, uno dei tre più famosi del Giappone. Viene detto anche “giardino dei sei elementi”, perché combina le caratteristiche che rendono “ideale” un giardino secondo un antico testo cinese: spaziosità, posizione appartata, artificio, antichità, corsi d’acqua e panorama. Da visitare anche il quartiere di Nagamachi, che ospitava i samurai di medio e alto rango, dove è possibile ammirare molte delle residenze originali ancora intatte (con tanto di muri di cinta in fango che d’inverno vengono protetti con stuoie in paglia per il gelo); il quartiere delle geishe, la Chaya, con le case da tè in legno con le caratteristiche finestre a traliccio. Oggi perlopiù le chaya ospitano caffè e ristoranti ma alcune mantengono la loro funzione originaria. Per esempio per i visitatori stranieri vengono organizzate di sera le esibizioni delle geishe nella casa da tè Kaikaro.
Gli appassionati d’arte troveranno affascinanti i musei di Kanazawa: quello di Arte Contemporanea del XXI secolo, il museo D.T. Suzuki e la stazione, meta artistica della città. Consigliato anche un tour “culinario”: a Kanazawa si può mangiare il gelato “alla foglia d’oro”, un cono gelato ricoperto d’oro, letteralmente, che si può assaggiare soltanto qui.
Kanazawa è anche facilmente raggiungibile: è collegata a Tokyo dalla linea Shinkansen Hokuriku che permette di raggiungere le due località in due ore e mezzo e lo stesso tempo si impiega usando il treno Limited Express Thunderbird da Osaka o Kyoto.
Consiglio libresco di viaggio: 47 Ronin di George Soulié De Morant, storia tanto vera quanto tragica sui Samurai, il più grande esempio di lealtà, valore ed eroismo made in Japan.


Australia, Murray
L’Australia è una delle mete più avventurose ed esotiche che l’uomo occidentale è portato ad immaginare, con i suoi spazi infiniti, la natura incontaminata e gli animali da wallpaper sul desktop. Un modo nuovo e particolare di visitarla per immergersi nel suo habitat e diventare parte del suo paesaggio è una crociera nel cuore più agricolo del Continente, sulle acque del fiume Murray. Si tratta del terzo fiume navigabile per lunghezza al mondo (superato da Rio delle Amazzoni e Nilo) e scorre per 2.400 chilometri nel cuore dell’Australia dalla zona nord-est di Victoria alla Great Australian Bright vicino ad Adelaide. Nel giugno del 2025 farà il suo debutto la PS Australian Star – imbarcazione che rivisita gli storici battelli a vapore – dal Murray River Paddlesteamers e sarà possibile partire per crociere di più notti dalla città di Echuca.
Gli itinerari variano al variare della domanda ovviamente: sono previste grigliate lungo il fiume, degustazioni di vini, osservazione della fauna selvatica e visite a siti storici come la Perriccoota Station.
Consiglio libresco di viaggio: Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno di Benjamin Stevenson. La prima avventura di un detective improvvisato con una famiglia disfunzionale di cui vi innamorerete, senza ma e senza se.

Bosnia Erzegovina, Sarajevo
La capitale della Bosnia ed Erzegovina ha una storia secolare e passeggiare tra le sue strade significa fare davvero un tuffo nel passato, unendo curiosità storiche e artistiche alla bellezza dei suoi paesaggi naturali. Sarajevo è un punto di congiunzione tra Oriente e Occidente, e per visitarla non si può che partire dal centro della città vecchia, Baščaršija, dove si trova il famoso bazar, perfetto per chi cerca souvenir: al centro del quartiere sorge la Sebilj, fontana in stile ottomano simbolo della capitale. Tutta la città è attraversata dal fiume Miljacka e ci sono dozzine di ponti per attraversarlo: tra questi da vedere il Ponte Latino, dove fu assassinato l’Arciduca Francesco Ferdinando, e dove quindi di fatto scoppiò la Prima Guerra Mondiale. Importante anche il ponte pedonale Skenderija, costruito con gli stessi materiali della Tour Eiffel secondo quanto riporta il folclore locale.



Da visitare la Cattedrale del Sacro Cuore, simbolo delle diverse anime religiose della città, nonchè chiesa cattolica più grande di Sarajevo, nota per essere luogo di pace e di riflessione; e la Moschea Gazi Husrev-beg, una delle più grandi e importanti della città, con il cortile e gli interni che sono capolavoro dell’architettura islamica.
Gli appassionati di natura e paesaggi potranno prendere la funivia e raggiungere la cima del Monte Trebevic, per godersi la vista panoramica della città e poter spingere lo sguardo fino alle rovine della pista di bob delle Olimpiadi Invernali del 1984. Per i più avventurosi invece c’è la possibilità di praticare rafting, sci alpino oppure di affrontare l’escursione verso una delle cascate più maestose d’Europa.
India, Valle del Suru
I viaggiatori più curiosi, avventurosi e quelli che non si accontentano delle mete tradizionali e puntano sempre più in alto – in senso tanto fisico quanto metaforico – saranno piacevolmente stupiti dalla valel del Suru, paradiso montano nascosto nel remoto nord dell’India, il nuovo Eden per gli appassionati di trekking e outdoor e per tutti coloro che pensano che il cuore del viaggio sia l’esplorazione di luoghi poco conosciuti e avvincenti.
La Valle del Suru è un posto tranquillo, senza folle, che si dipana per quasi tre chilometri di fondovalle tra strade sconnesse, villaggi di pastori, e vette affascinanti. La Valle è nascosta nella regione del Ladakh, per secoli crocevia culturale sulla Via della Seta, e la sua storia turistica è strettamente intrecciata con le maestose catene montuose che ricordano l’Himalaya.
In generale in India l’arrampicata su roccia è in crescita e nella Valle del Suru si trovano massi di granito per tutti i livelli di abilità. Tra agosto e settembre si tiene il Suru Outdoor Fest, che richiama arrampicatori da tutto il mondo. Potrebbe essere la vostra prossima meta estiva?



La Malesia in treno
Il 2025 sarà l’anno della riapertura per l’Eastern & Oriental Express, fiore all’occhiello dell’operatore di treni di lusso Belmond, che dopo quattro anni di stop a causa della pandemia riapre i suoi vagoni ai viaggiatori che decidono di affrontare il viaggio attraverso l’affascinante regione della Malesia a bordo delle 15 carrozze in legno di ciliegio e arredate con sete malesi. A bordo ci sono anche un’elegante carrozza piano bar e un vagone di osservazione all’aperto per un viaggio all’insegna del relax, del lusso e di quei piccoli piaceri che si ricordano poi con tanto piacere una volta tornati a casa.
Il viaggio consigliato è il “Malesia selvaggia” che promette di portare il viaggiatore nel cuore pulsante di questa regione, il Parco nazionale Taman Negara, al cospetto delle vere regine del Paese: le tigri malesi, grazie alla collaborazione tra Belmond e il gruppo di conservazione Save Wild Tigers, che permette anche di partecipare a un corso di fotografia naturalistica.







L’Eastern & Oriental Express è uno dei migliori di treni di lusso al mondo e il viaggio per la Malesia parte da Singapore con un itinerario di tre notti. È un’esperienza esclusiva, che unisce comfort ad avventura, lusso a esotico, e permette di esplorare il fascino del Sud Est Asiatico in un modo nuovo e appassionante.
Ci sono altri modi di visitare la Malesia, naturalmente: il Paese è molto conosciuto per le sue spiagge, le foreste pluviali, e la sua capitale, Kuala Lumpur, è un gioiellino di edifici coloniali e vivaci quartieri che mischiano arte orientale e occidentale. È un Paese multiculturale, di estrema cordialità, dove grattacieli mozzafiato si trovano di fianco ad abitazioni in legno costruite su palafitte e resort lussuosi sorgono sopra antiche barriere coralline. Il periodo migliore per visitare questa zona del mondo è la primavera, o l’autunno, mentre sarebbe bene evitare il periodo compreso tra maggio e dicembre, la nostra estate, perché qui è la stagione dei cicloni.
Consiglio libresco di viaggio: ovviamente Le tigri di Mompracem di Emilio Salgari. Se non vi siete ancora mai uniti a Sandokan nelle sue avventure, questo è decisamente il momento di farlo.
Sudafrica, Kwazulu-Natal
Rimaniamo in tema di viaggi avventurosi ma ci spostiamo in un altro continente. Il 2025 è l’anno dei safari, ma benché sia il Kruger il parco nazionale più famoso dell’Africa, è il Babanango Game Reserve nella provincia sudafricana di Kwazulu-Natal a essere la vera sorpresa: il più ambizioso progetto di rinaturalizzazione della nazione che ha reintrodotto, negli ultimi decenni, elefanti, leoni, antilopi rare come oribi e saltarupi e rinoceronti nere, specie in via di estinzione.
Qui nella riserva protetta per i safari, i viaggiatori possono vedere i Big Five – leone, leopardo, rinoceronte, elefante africano, bufalo africano – partecipare ai fotosafari e al monitoraggio della fauna selvatica, e rilassarsi in uno dei lodge disponibili. Ce ne sono quattro, che offrono tipi di pensione diversi compreso la tenda in pieno stile safari o il rifugio sull’oceano.




Svezia, Stoccolma
L’Europa è sempre meta molto ambita sia per viaggi più lunghi sia per semplici weekend, o ponti festivi. National Geographic inserisce tra le mete più ambite per il 2025 l’arcipelago di Stoccolma, che consta di circa 30mila tra isole e isolotti più piccoli: un vero ecosistema a parte che sembra distante anni luce dalla città, un tripudio di piccoli villaggi, uccelli marini e fauna selvatica.



Un modo inedito per visitare questo luogo è percorrere i 260 chilometri del sentiero che collega 21 di queste isole – lo Stockholm Archipelago Trail – una strada che sembra incantata e che è organizzata con accoglienti locande lungo la via (un esempio è Utö Värdshus, dove un tempo soggiornava Greta Garbo). Il periodo migliore per affrontare il percorso è la fine dell’estate, quando il clima è ancora mite ma è finito l’assembramento. Si dipana dall’isola di Arholma a nord fino a Oja nel profondo sud e permette di esplorare in maniera indipendente eppure guidata la natura incontaminata della regione, superando quindi la tendenza tutta turistica a concentrarsi nel centro di Stoccolma (l’81% dei visitatori, secondo Visit Stockholm, mentre solo il 26% si imbarca per visitare la distesa di 1.700 chilometri quadrati di arcipelago). Lungo il sentiero ci sono dei punti atti a far attraccare le barche ma per il resto bisogna camminare: non si può percorrere in macchina né in bicicletta. La segnaletica comunque è impeccabile e sono installate panchine lungo il percorso per permettere a chi lo affronta di godere al meglio del panorama. Si tratta di un viaggio un po’ diverso e soprattutto ecosostenibile.
Irlanda, Cork

Un’altra meta per il 2025 è la magica e verdeggiante Irlanda, nello specifico la città di Cork, che è oggetto dell’iniziativa Project Ireland da 128 miliardi di dollari che ha permesso di raggiungere miglioramenti ambiziosi e innovativi, di riqualificazione del porto e di potenziamento del Cork Event Centre.
Conosciuta come “la città dei 20 ponti”, Cork è una città universitaria e capitale gastronomica dell’Irlanda, adagiata sulla foce del fiume Lee nel sud del Paese e uno dei più antichi centri abitati irlandesi. Il modo migliore per visitarla è sicuramente a piedi, per attraversare le sue strade pittoresche fino ai resti delle mura medievali. Due delle vie più particolari sono Merchant’s Quay e Sullivan’s Quay che corrono lungo i due canali in cui il fiume Lee si divide per lasciare spazio al centro città: la particolarità è che spesso si possono avvistare specie marine straordinarie in questa zona, non ultimi i delfini. Tra i ponti più famosi ci sono il Nano Nagle Bridge, da cui ammirare il tramonto dietro la Saint Fin Barre’s Cathedral, e il South Gate Bridge, costruito in pietra e un tempo ingresso di una prigione per criminali. Una sosta la merita anche la già citata Cattedrale, in stile vittoriano neogotico, che è stata finita nel 1879: bellissima nel periodo del foliage autunnale, ha un cimitero sul lato e sul retro un labirinto. La leggenda narra che nel percorrerlo si ritrovi la serenità. Bisogna camminare concentrandosi su ciò che causa sconforto e giunti al centro ci si ritroverà a meditare per poi riaffrontare il percorso a ritroso con mente più serena. Infine, il cuore di ogni viaggiatore rischia di essere rubato a Bell’s Field, distesa verdeggiante in cima a St. Patrick’s Hill, da cui si può vedere tutta Cork a 180 gradi.
Non mancano gli eventi pubblici: nel settembre del 2025 ci sarà Sounds from a Safe Harbour, festival biennale di musica, danza e confronto che è stato co-fondato dall’attore premio oscar per Oppenheimer Cillian Murphy, che è nativo proprio di Cork.
Canada, British Columbia, Haida Gwaii



Le ultime due mete della top ten ci portano oltreoceano. Haida Gwaii è la casa ancestrale degli indigeni Haida ed è composta da circa 150 isole che si trovano lungo la costa della British Columbia, in Canada.
I viaggiatori che scelgono questa meta possono soggiornare all’eco-lodge galleggiante Ocean House, sull’estremità settentrionale di Graham Island, affacciata su una baia protetta; da qui è possibile visitare il Naikoon Provincial Park, praticare whale watching, avvistare megattere e delfini, e partecipare all’incontro con gli artisti Haida nel villaggio di Old Massett, dove ci sono gli imponenti totem che preservano la tradizione di queste popolazioni.
Barbados
Terminiamo a Barbados, nazione indipendente del Commonwealth, isola tropicale di origine calcarea dei Caraibi orientali, Barbados è famosa per le sue spiagge bianche e le acque turchesi (Crane Beach è un piccolo pezzo di paradiso in questo senso, con il Crane Resort che offre servizi di lusso), per gli angoli romantici (Bathsheda ne è un esempio, con il suo scoglio a forma di fungo che è uno dei luoghi più fotografati dell’isola), per gli sport acquatici come immersioni e snorkeling (menzione d’onore a Mount Standfast, spiaggia a nord di Holetown, dove è possibile osservare le tartarughe che arrivano fino a pochi metri dalla spiaggia) e per i centri cittadini che raccontano un passato rurale vivace e un’intensa storia coloniale. La capitale è Bridgetown, unica città che si avvicina all’idea “occidentale” di agglomerato urbano.
Qui a Barbados si può viaggiare sulle onde del tempo per scoprire una nuova prospettiva sulla storia della tratta degli schiavi: nel 2025 aprirà il Barbados Heritage District, costruito nel luogo in cui furono sepolti molti schiavi arrivati fin qui in catene. Il nuovo complesso, costruito dall’architetto ghanese-britannico David Adjaye (che ha già realizzato anche il National Museum of African American History and Culture di Washington), comprende un istituto di ricerca globale e un monumento commemorativo in ricordo delle persone schiavizzate che qui sono sepolte, per fare luce sul ruolo svolto da Barbados nella storia della schiavitù nelle Americhe, generalmente trascurato.



di: Micaela FERRARO
FOTO: SHUTTERSTOCK
