Il 23 maggio del 2021 il crollo di una cabina della funivia provocava la morte di 14 persone. L’unico sopravvissuto alla tragedia è il piccolo Eitan

Il 23 maggio 2021 una cabina della funivia Stresa-Alpino-Mottarone nel verbano crollava provocando la morte di 14 persone. «È passato un anno, ma nessuno si è fatto sentire. Ci hanno tutti abbandonato» è l’appello che lancia un anno dopo la madre di Elisabetta Personini e nonna del piccolo Mattia, due delle vittime della tragedia.

L’unico sopravvissuto al crollo è stato Eitan Biran, il bambino di 6 anni che dopo una lunga battaglia legale con la famiglia materna in Israele (ne abbiamo parlato qui), si trova in Italia insieme alla zia paterna Aya Biran. L’avvocato della famiglia ha chiesto silenzio e privacy: «le famiglie Biran e Biran Nirko sono in lutto anche oggi per la scomparsa dei propri amati parenti. Vogliono ringraziare tutte le forze dell’ordine le unità di soccorso e il personale sanitario-medico per la loro professionalità e devozione. Le famiglie sono sicure che le indagini penali in corso raggiungeranno le conclusioni nel miglior modo possibile ed emergerà finalmente la verità. Le famiglie richiedono di mantenere la privacy per permettere loro di gestire una vita il più possibile normale in queste circostanze anomale».

Oggi si è tenuta una cerimonia commemorativa, con l’inaugurazione di un cippo ai caduti e una messa. Nel suo appello per “conoscere la verità e che giustizia sia fatta in fretta“, la madre di Personini non risparmia lo sdegno per il silenzio calato sulla tragedia, sulla quale è aperta una delicata inchiesta: «non ci hanno fatto neanche le condoglianze – afferma – È peggio del ponte Morandi».

Le celebrazioni sono state sobrie e intime, come il dolore dei familiari. La stele, in pietra locale, è essenziale e recita Ad perpetuam rei memoriam in latino con i nomi delle 14 persone decedute.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/TINO ROMANO