Alla lettera del tory Julian Sturdy si aggiungono quelle di John Baron e David Simmonds

Nuove richieste di dimissioni per Boris Johnson in seguito allo scandalo del Partygate e il rapporto di Sue Gray.

Le richieste arrivano da John Baron e David Simmonds che hanno dichiarato di aver perso la fiducia nel premier. Secondo il capo dello staff, Steve Barclay, le persone ad aver preso parte alle feste durante il lockdown era solo una “piccola minoranza” e Johnson non sarebbe stato a conoscenza di molti dettagli che sono emersi, quali il vino rovesciato sulle pareti, il vomito e la rissa.

Secondo Barclay c’è quindi da fare una distinzione tra l’evento che ha visto la partecipazione di Johnson e i party che si sono svolti fino alle 4 del mattino, come quello della notte prima del funerale del Principe Filippo. Per Barclay quindi Johnson non deve dimettersi. Secondo il deputato conservatore John Baron la posizione di Boris Johnson non è credibile e non sarebbe possibile che il primo ministro non sapesse del “vergognoso schema di comportamento scorretto durante la pandemia mentre il resto di noi si atteneva alle normative Covid“, il conservatore ha anche sottolineato che “un principio fondamentale della nostra costituzione è che possiamo fidarci che le risposte che riceviamo in parlamento siano veritiere e accurate“. Con questa motivazione ha presentato la lettera di sfiducia nei confronti del premier, aggiungendo che “il Parlamento è il cuore pulsante della nostra nazione. Fuorviare consapevolmente non può essere tollerato, qualunque sia il problema. Che il primo ministro sia o meno una risorsa per il partito o per il Paese è meno importante“.

Per far partire la votazione sulla leadership del primo ministro sono necessaire 54 lettere di sfiducia.

David Simmonds ha affermato che “mentre il governo e le nostre politiche godono della fiducia del pubblico, il primo ministro no” e ha aggiunto che questo è il momento delle sue dimissioni “in modo che la nuova leadership possa portare avanti l’importante lavoro del governo per garantire che il nostro popolo e il nostro paese prosperino“.

Alle due lettere di sfiducia si aggiunge quella del tory Julian Sturdy, mentre secondo la parlamentare Lisa Nandy lo scandalo Partydate è importante perché “è perché se non puoi fidarti del primo ministro su questo, se non puoi fidarti di una parola di quello che dice e questo è ampiamente chiaro da ieri: come puoi fidarti di lui quando dice che interverrà e aiuterà le persone in quella che ora è una crisi per la maggior parte delle aziende e delle famiglie, l’aggressione russa in Ucraina?

Nel frattempo Boris Johnson si prepara ad affrontare una nuova indagine da parte della Commissione per i privilegi dei Comuni, che intende scoprire se il primo ministro abbia fuorviato il Parlamento britannico con le sue negazioni delle violazioni delle regole anti covid.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/EPA/ANDY RAIN