Lavrov denuncia: “Occidente ha dichiarato guerra totale alla Russia”. Ue, Timmermans: “basta soldi nelle tasche di Putin”. Mosca: 8 trilioni per favorire economia
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto un nuovo colloquio telefonico con il presidente del Consiglio Mario Draghi durante il quale ha chiesto più supporto militare e un impegno a sbloccare “i porti insieme”. Durante la conversazione sono stati discussi i modi per prevenire una crisi alimentare.
Il presidente ucraino Zelensky ha rivolto un monito alle grandi potenze occidentali: «il catastrofico svolgersi degli eventi potrebbe ancora essere fermato se il mondo trattasse la situazione in Ucraina come tale. Se i forti del mondo non flirtassero con la Russia, ma insistessero davvero per porre fine alla guerra».
Zelensky ha aggiunto che le forze russe vogliono “ridurre in cenere” il Donbass. «L’attuale offensiva degli occupanti nel Donbass può rendere la regione disabitata. Vogliono ridurre in cenere Popasna, Bakhmut, Lyman, Lysychansk e Severodonetsk. Come Volnovakha, come Mariupol».
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, è tornato ad attaccare l’Occidente sostenendo che ha “dichiarato guerra totale alla Russia”. Lavrov ha specificato anche che “la politica estera del presidente Vladimir Putin si base su un ampio sostegno pubblico, c’è un consolidamento delle forze patriottiche”.
Nel pomeriggio ha rincarato la dose il presidente Putin in persona, che ha definito le pressioni esercitate da una serie di Paesi ostili come “quasi un’aggressione”.
«L’Occidente sta cercando di cancellare il nostro Paese, di rimuoverlo dalla mappa del mondo – ha detto ancora il primo ministro russo Mikhail Mishustin, citato dalla Tass. – Vengono imposte sanzioni finanziarie, economiche, umanitarie, la discriminazione e le pressioni continuano nei campi della scienza, dello sport, della cultura, e sui nostri compatrioti all’estero. E questo per la sola ragione che stiamo proteggendo i nostri interessi nazionali».
Il vicepresidente della Commissione europea e responsabile del European Green Deal, Frans Timmermans, è tornato a parlare dell’embargo energetico affermando che è necessario smettere di “mettere soldi in tasca a Mosca”. «Dobbiamo avere più risorse rinnovabili, essere sempre più indipendenti per gli approvvigionamenti e consumare meno – ha dichiarato – un grado in meno di temperatura nelle case di 450 milioni di famiglie vale 10 miliardi di metri cubi di gas. Un embargo petrolifero aiuta ma non è un colpo risolutivo. Noi dobbiamo evitare di versare soldi nelle tasche di Putin che si finanzia solo con la vendita di combustibili fossili. Non c’è modo in cui Putin possa ricattarci con il suo gas. Se taglia le forniture farà molto più male a sé stesso che a chiunque altro».
FRONTE ECONOMICO
La Russia ha stanziato complessivamente 8 trilioni di rubli per sostenere l’economia e far fronte alla situazione attuale, come spiegato dal ministro delle Finanze russo Anton Siluanov: «servono anche soldi per sostenere l’economia e i cittadini. L’importo totale del cosiddetto stimolo di bilancio che abbiamo stanziato è pari a 8 trilioni di rubli. Fondi enormi».
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/EPA