I fatti, avvenuti a Genova, risalgono al novembre 2019 e al primo lockdown
Con una sentenza di primo grado il Tribunale di Genova ha condannato all’ergastolo Giuliana Stanganini, la donna accusata di aver ucciso il figlio di tre anni nel novembre del 2019 e poi di aver ucciso e smembrato sua madre nascondendone il corpo.
I pm avevano chiesto una condanna a 30 anni ma il Tribunale ha sentenziato l’ergastolo con le accuse di duplice omicidio, distruzione e occultamento di cadavere, ma anche maltrattamenti e utilizzo fraudolento del bancomat della madre.
Secondo la Procura la donna non avrebbe alcun vizio di mente, né le è stata contestata la premeditazione nonostante dalle indagini sia emerso che la donna un mese prima della morte del piccolo aveva fatto alcune ricerche online sull’infanticidio.
La difesa aveva invece chiesto l’assoluzione per infermità mentale: «riteniamo la sentenza estremamente ingiusta. – ha spiegato la legale della donna – Aspettiamo le motivazioni per fare appello. Non capiamo però perché il giudice abbia tenuto fuori le parti civili e abbia letto la sentenza in maniera da non farsi capire dalla mia assistita che ha problemi uditivi».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO