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    Home » Archivio Storico » 2023 » Terremoto, oltre 26mila vittime. Onu: “potrebbero raddoppiare”
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    Terremoto, oltre 26mila vittime. Onu: “potrebbero raddoppiare”

    Caterina MaggiDi Caterina MaggiFebbraio 11, 2023
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    EPA/ERDEM SAHIN
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    Il direttore dell’Oms in Siria, ci sono i primi arresti tra costruttori e appaltatori turchi

    È una carneficina senza precedenti: sono infatti oltre 25 mila (più precisamente 24 218) i morti del sisma che ha colpito lunedì scorso Turchia, Siria e le aeree del Kurdistan. E il peggio, è che secondo l’Onu questo numero è destinato ad aumentare, se non addirittura a raddoppiare. Ormai le squadre di soccorso, tra cui le squadre dai Paesi limitrofi che scavano senza sosta, trovano sempre meno superstiti. In Turchia le vittime accertate sono 21.848 cadaveri e 80.097 i feriti, secondo i dati diffusi questa mattina. In Siria si parla di 3553 morti ed oltre 5mila feriti.

    «Questo terremoto è stato tre volte più forte e tre volte più distruttivo del terremoto del 1999, è il più grande disastro nella memoria del nostro Paese» ha affermato Erdogan dopo aver visitato i luoghi del disastro, mentre il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus è arrivato ad Aleppo, in Siria. Lo riferiscono i media locali. Non si fermano i soccorsi, nemmeno nella zona di Gaziantep, anche se ormai i soccorritori disperano di poter trovare ancora sopravvissuti.

    Sepolti e sopravvissuti

    E proprio in Siria, i Caschi bianchi si arrendono: dopo cinque giorni di ricerche senza sosta, l’organizzazione ha annunciato la fine delle sue operazioni di ricerca e soccorso per i sopravvissuti nelle aree controllate dai ribelli nel nord e nel nord-ovest della Siria. Il gruppo ritiene che dopo 108 ore dal devastante sisma nessuno dei dispersi intrappolati sotto le macerie possa essere ancora vivo, anche se prosegue il lavoro per il recupero dei corpi delle vittime, tra cui ci sarebbero molte donne e bambini.

    Nel numero di chi non ce l’ha fatta anche la famiglia siriana con cittadinanza israeliana che risultava dispersa. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani su Twitter: “Purtroppo sono stati ritrovati senza vita, ad Antiochia, i corpi della famiglia italiana di origine siriana. Esprimo tutta la mia vicinanza ai familiari ai quali non mancherà il nostro sostegno”.

    Ed è emergenza umanitaria anche per i sopravvissuti al sisma soprattutto in Siria. L’Agenzia ONU World Food Programme ha consegnato assistenza alimentare di cui si aveva urgente necessità a 115.000 persone in Siria e in Turchia. Ma c’è ancora bisogno di aiuto: «stiamo fornendo soprattutto pasti caldi, razioni di cibo pronte all’uso e pacchi di cibo per famiglie, alimenti che non richiedono cottura e che possono essere consumati immediatamente – ha detto Corinne Fleischer, Direttrice regionale WFP per il Medio Oriente e il Nord Africa -. Per le migliaia di persone colpite dal terremoto, il cibo è uno dei bisogni principali in questo momento. La nostra priorità è farlo arrivare rapidamente alle persone che ne hanno bisogno».

    C’è ancora speranza

    Ma ancora si assiste a qualche miracolo. Un ragazzo di 16 anni è stato estratto vivo dopo essere stato sepolto sotto le macerie per 116 ore nella città turca di Kahramanmaras. Kamil Can è stato localizzato dopo che i soccorritori hanno sentito la sua voce da sotto le macerie. Sempre questa mattina una bambina di due anni è stata estratta viva dalle macerie dopo 122 ore: lo riporta il quotidiano turco Anadolu. La piccola è stata trovata nel distretto di Antakya, nella provincia di Hatay. Poco dopo è stata salvata anche una anziana 83enne nella provincia di Malatya.

    Secondo la tv pubblica turca Trt le squadre di soccorso hanno anche estratto un uomo vivo dalle macerie dove era rimasto sepolto per 125 ore ad Antakya. Mentre la notte scorsa almeno 4 persone sono state estratte vive dalla macerie nella città siriana di Jableh. È miracolo anche per la città turca di Nurdagi, dove i soccorritori hanno estratto dalle macerie una famiglia di cinque persone: madre, padre e i loro tre figli.

    Aiuti dal mondo

    Aumentano intanto anche le iniziative di soccorso da tutto il mondo. Ieri una prima brigata di pompieri ed esperti di soccorso è arrivata dalla Palestina in Turchia. Gli Stati Uniti hanno inoltre deciso di rimuovere temporaneamente le sanzioni contro la Siria e di inviare aiuti immediati alle popolazioni colpite dal terribile terremoto in Turchia e Siria. Lo comunica la Casa Bianca.

    Tra gli aiuti gli Stati Uniti hanno annunciato che forniranno 85 milioni di dollari in materiale salva-vita, oltre a cibo, medicine e personale esperto in caso di eventi sismici. Gli elicotteri Black Hawk statunitensi stanno supportando le operazioni di trasporto aereo dalla base aerea di Incirlik, in Turchia.

    Dai più potenti ai più piccoli, il mondo sta convergendo in Turchia e Siria per aiutare le popolazioni colpite dal sisma. Tra questi anche l’Indonesia ’che ha inviato aiuti e una squadra di ricerca e soccorso, insieme a cibo, coperte, abbigliamento invernale, tende e lampade a energia solare, oltre a cani da ricerca.

    Nella sera dell’11 febbraio sono giunti a Beirut i primi aiuti inviati dall’Italia, si tratta di 30 tonnellate di materiale medico, incluse quattro ambulanze e un team di quattro medici inviati dal Gruppo San Donato. Sono i primi aiuti che provengono da un paese dell’Unione Europea.

    Valichi di solidarietà

    La tragedia fa anche cadere le barriere secolari. Per la prima volta in 35 anni infatti è stato aperto dai governi dei due stati il valico Alican, nella provincia di Igdir. Lo ha annunciato l’agenzia ufficiale turca Anadolu. Cinque camion che trasportavano aiuti per le vittime del terremoto lo hanno già attraversato diretti verso i luoghi del disastro.

    Cadono le prime “teste”

    Sono almeno 12 le persone arrestate dalla polizia turca per i crolli di edifici nelle province sudorientali di Gaziantep e Sanliurfa. Lo hanno riferito i media locali. L’agenzia di stampa Dha ha scritto che tra le persone prese in custodia ci sono anche degli appaltatori.

    di: Caterina MAGGI

    FOTO: EPA/ERDEM SAHIN

    MORTI superstiti terremoto turchia TURCHIA
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