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    Home » Archivio Storico » 2023 » Terremoto in Turchia, bambina estratta viva dopo 178 ore
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    Terremoto in Turchia, bambina estratta viva dopo 178 ore

    Caterina MaggiDi Caterina MaggiFebbraio 13, 2023
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    I numeri del terremoto continuano ad aumentare, l’Onu: “non lasciate soli i siriani”

    Il bilancio provvisorio è circa 40 mila; ma potrebbe aumentare ancora. Sono le vittime del terremoto che ha colpito la Turchia e la Siria lunedì 6 gennaio, secondo la presidenza turca e l’Onu «la catastrofe del secolo».

    In Turchia, l’ultimo bilancio parla di 29.605 persone che hanno perso la vita per il sisma, mentre in Siria l’Organizzazione mondiale della salute ha dato un nuovo calcolo, con 8.500 vittime. Un’enorme voragine si è aperta nel terreno della città di Altinozu, nella provincia meridionale di Hatay, Turchia. Il canyon creato dal sisma è largo 200 metri, profondo 30 e si estende su 35 acri di terreno.

    Il direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, da ieri è in missione ad Aleppo, ha chiesto più aiuti. «Ho incontrato Abdou e sua nonna, che hanno perso la casa nel terremoto. Ora vivono in una moschea ad Aleppo, come molti altri che hanno perso la casa – ha scritto su Twitter Ghebreyesus -. Sono lieto di vedere che una clinica mobile è già operativa per fornire cure essenziali in questo momento traumatico. Sono necessari più aiuti». Ieri Ghebreyesus ha incontrato in un vertice urgente a Damasco il presidente della Siria Bashar Assad. Ghebreyesus ha garantito che l’Oms invierà un’altra spedizione di aiuti medici nei prossimi giorni.

    E il responsabile Onu per gli affari umanitari Martin Griffiths chiede di non dimenticare le regioni del Nord della Siria, prima martoriate dal terremoto e poi da un discutibile bombardamento di Ankara ad appena 24 ore di distanza dal sisma. “Abbiamo finora  deluso le persone nel nordovest della Siria. Si sentono giustamente abbandonate. Cercano un aiuto internazionale che non è arrivato. Il mio dovere e il nostro obbligo è correggere questo errore il più  velocemente possibile. Questo è il mio obiettivo ora”, ha scritto su  Twitter.

    Ancora miracoli

    Nonostante ormai sia praticamente impossibile continuare a trovare superstiti, i soccorritori scavano tra le macerie. E continuano ad accadere miracoli.

    Una bambina di 6 anni di nome Miray è stata messa in salvo dopo essere rimasta sepolta sotto le macerie per 178 ore ad Adiyaman, tra le zone più colpite dal terremoto nel sud est della Turchia.

    Una donna di 40 anni è stata estratta viva a Islahiye, nella provincia di Gaziantep, dopo 170 ore sotto le macerie di un edificio di cinque piani.

    Un bambino di 7 mesi è stato estratto dalle macerie nel sud-est della Turchia, ad Hatay, secondo quanto riferito dall’emittente statale Trt. I soccorritori sono riusciti a salvare il bambino da un edificio crollato nella provincia di Hatay dopo 140 ore, guidati dal pianto. Un uomo di 35 anni è stato salvato nella stessa provincia dopo essere rimasto intrappolato sotto le macerie per 149 ore. Mentre una squadra di soccorso dell’Azerbaigian ha estratto due sorelle vive dalle macerie di un edificio crollato nella città di Kahramanmaras, vicino l’epicentro del sisma. Una bambina, di nome Cudi, è stata salvata invece ad Antakya, 147 ore dopo i due devastanti terremoti .

    An Azerbaijani rescue team pulled two sisters alive from the rubble of a collapsed building in quake-hit southern Turkish city of Kahramanmaras pic.twitter.com/NK3yZzIHir

    — Anadolu English (@anadoluagency) February 11, 2023

    Piccoli in emergenza

    Ma sono proprio i bambini i più colpiti da questa catastrofe. E non solo per i numeri dei piccoli morti sotto le macerie. Secondo una nota del portavoce di Unicef James Elder: “Anche se non abbiamo ancora dati verificati, sappiamo che decine di scuole, ospedali e altre strutture mediche ed educative sono state danneggiate o distrutte dalle scosse, con un forte impatto sui bambini”.

    “Questo – aggiunge la nota – è il terremoto più potente che ha colpito la regione in circa 100 anni ed è avvenuto nel momento peggiore possibile per i bambini e le famiglie vulnerabili nelle aree colpite. Migliaia di case sono state distrutte, le famiglie sono sfollate e sono esposte alle intemperie in un periodo dell’anno in cui le temperature regolarmente si abbassano sotto le zero e sono frequenti neve e pioggia gelata”, ha spiegato Elder.

    Ma a pagare un prezzo ancora peggiore sono le vittime siriane, già colpite dalla guerra e rifugiate interne e ora bersaglio anche di questa calamità: “le famiglie sfollate in Siria nordoccidentale e le famiglie siriane rifugiate che vivono in accampamenti informali in Turchia sono fra le più vulnerabili mentre le temperature notturne continuano a scendere sotto lo 0. Nel nord-ovest della Siria c’era già una situazione emergenziale”. Inoltre, in Siria era già in corso prima del sisma un’emergenza sanitaria acuta: “Le comunità lottano con l’epidemia di colera in corso e forti piogge e nevicate. In questo contesto, caratterizzato da oltre un decennio di conflitto, questo terremoto è assolutamente insopportabile”.

    Speculazione mortale

    Intanto è partito il primo filone di indagini della magistratura turca per appurare le eventuali responsabilità degli oltre 6 mila crolli di edifici durante il sisma, ma anche dopo. Secondo quanto riporta il New York Times, sono oltre 100 le persone arrestate nelle province colpite dal terremoto di lunedì, col ministero della Giustizia che ha ordinato ai funzionari locali di istituire “Unità investigative sui crimini di terremoto”.  Il dicastero ha anche ordinato di nominare pubblici ministeri per formulare accuse penali contro tutti i “costruttori e responsabili” di edifici. Secondo le prime indagini, buona parte degli edifici coinvolti non rispettava gli standard di legge, varati dopo il precedente sisma del 1999. 

    Sciacallaggio tra le macerie

    Almeno 98 persone sono state arrestate dalle forze di sicurezza turche per presunti saccheggi di edifici danneggiati dal sisma. Tra le altre accuse anche quelle per rapina e frode. Lo riportano la Cnn e Anadolu.  

    Sono state condotte indagini su almeno 42 sospetti nella provincia meridionale di Hatay per le accuse di saccheggio. Almeno 40 persone sono state arrestate e le squadre di sicurezza hanno sequestrato sei pistole, tre fucili, gioielli, carte bancarie, 11.000 dollari e 70.000 lire turche(circa 3.480 euro) in contanti.

    Il mondo arabo per la Siria

    Bashar al-Assad, autocrate siriano, ha ringraziato oggi gli Emirati Arabi Uniti per gli “enormi aiuti umanitari” forniti al suo Paese ricevendo il capo della diplomazia emiratino, lo sceicco Abdullah bin Zayed Al-Nahyane. «Gli Emirati Arabi Uniti sono stati tra i primi Paesi a sostenere la Siria e a inviare enormi aiuti umanitari – ha affermato Assad, ringraziando per – la rapida risposta, che riflette la profondità delle relazioni bilaterali». Anche dall’Algeria arrivano aiuti per le zone terremotate: un contingente di aiuti della Mezzaluna Rossa algerina ha portato in Turchia 70 tonnellate di medicinali, vestiti, materassi e generi alimentari.

    Berlino apre le porte agli sfollati

    Il governo tedesco ha annunciato di voler temporaneamente rendere più semplice l’ingresso in Germania per i sopravvissuti al terribile sisma in Turchia e Siria. La misura è rivolta a quei cittadini siriani e turchi che abbiano famiglia e parenti in Germania e che siano feriti o rimasti senza casa.

    «Qui si tratta di aiutare nel momento del bisogno. Vogliamo fare quanto è possibile per le famiglie turche e siriane in Germania, perché possano portare i loro cari lontani dalla regioni colpite» ha dichiarato la ministra dell’interno Nancy Faeser.

    di: Caterina MAGGI

    aggiornamento: Micaela FERRARO

    FOTO: SHUTTERSTOCK

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