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    Home » Archivio Storico » 2022 » Italiani rapiti nel Mali lì per fondare una chiesa
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    Italiani rapiti nel Mali lì per fondare una chiesa

    Flavia Dell'ErtoleDi Flavia Dell'ErtoleMaggio 21, 2022
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    A Sincina rapiti tre italiani e un cittadino del Togo. Il Ministero degli Esteri chiede il massimo riserbo

    La coppia di Testimoni di Geova rapita, insieme al loro bambino, nel Mali, era a Sincina perché avrebbe voluto fondare lì una chiesa. A riferirlo sono alcune fonti locali della piccola comunità cristiana del Mali.

    La Farnesina, intanto, ha confermato il sequestro, avvenuto la sera del 19 maggio, nella regione di Sikasso. «L’Unità di Crisi – si legge in una nota – sta profondendo ogni sforzo, in coordinamento con le competenti articolazioni dello Stato, per una soluzione positiva del caso». Per questo il Ministero degli Esteri ribadisce, d’intesa con i familiari, “l’esigenza di mantenere il massimo riserbo”. Il ministro Luigi Di Maio sta seguendo personalmente lo sviluppo della vicenda e la Farnesina ha reso noto che l’Unità di Crisi sta compiendo verifiche e accertamenti.

    Secondo una fonte di sicurezza di Mali: «giovedì notte uomini armati hanno rapito tre cittadini italiani e un togolese. Stiamo facendo di tutto per ottenerne la liberazione». Si tratterebbe di una coppia, originaria di Potenza, con doppia nazionalità che da tempo vive in Mali. I rapiti sarebbero una coppia e il figlio, appartenenti a una comunità di Testimoni di Geova.

    Stando a quanto riferito da AdnKronos, i connazionali non erano iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire). Secondo le prime indiscrezioni, la coppia e il figlio sarebbero stati prelevati da un commando composto da quattro uomini, arrivato a bordo di una Toyota. Al blitz non avrebbe assistito alcun testimone.

    Le stesse fonti citate da AdnKronos riferiscono che dietro il rapimento potrebbero esserci Jnim, (Gruppo d’appoggio all’Islam e ai Musulmani), un’organizzazione terroristica. Durante il blitz non sarebbe stato aperto il fuoco. La notizia non è stata confermata.

    L’Associazione dei Testimoni di Geova del Senegal, competente anche per il Mali, ha dichiarato che la coppia di italiani e il loro bambino non erano sul posto per conto del movimento religioso. 

    «Attualmente non abbiamo alcun missionario, alcun religioso, Testimone di Geova in Mali – ha detto all’ANSA un portavoce dell’Associazione da Dakar contattato telefonicamente – Ovviamente esistono persone che sono testimoni di Geova in Mali come in molte altre parti del mondo, ma che noi non conosciamo personalmente; come ci sono molti cattolici sulla terra. Non conosciamo i nomi e le nazionalità di ciascuno. Ci stiamo informando per sapere chi siano queste persone, anche se al momento non abbiamo informazioni ufficiali da condividere».

    di: Flavia DELL’ERTOLE

    FOTO: EPA/HADAMA DIAKITE

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    Flavia Dell'Ertole

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