sparatoria roma

L’uomo è stato sentito dal gip nel carcere di Regina Coeli dove si trova da domenica per la convalida del fermo

Mentre è salito a quattro il numero delle vittime della sparatoria avvenuta a Fidene domenica scorsa, si è svolto oggi l’interrogatorio dell’udienza di convalida del fermo di Claudio Campiti davanti al gip, nel carcere di Regina Coeli, durato circa un’ora.

L’uomo, a cui viene contestato il reato di omicidio volontario, avrebbe risposto solo ad alcune domande del gip ma non ha risposto su quelli che sono considerati i punti chiave dell’inchiesta. Il suo legale ha dichiarato che la situazione “è gravissima”.

Sull’omicida pendono anche delle aggravanti, a partire da alcuni elementi che fanno propendere per la premeditazione del delitto: sembra infatti che Campiti fosse pronto a scappare dopo la strage, avendo portato con sé il passaporto, uno zaino pieno di vestiti e oltre 6mila euro in contanti. Le aggravanti contestate sono anche futili motivi, tentato omicidio, in riferimento alle persone rimaste ferite, e il porto abusivo di armi.

L’uomo abitava ad Ascrea, nel rietino, a oltre 80 km da Fidene dove è avvenuta la sparatoria. Si era trasferito qui dopo la separazione con la moglie, in un seminterrato fatiscente di un edificio mai terminato di costruire e senza allaccio fognario.

A carico di Campiti c’erano già anche delle denunce che avevano portato le autorità competenti a negargli l’autorizzazione per il porto d’armi.

Gli organi della quarta vittima, Fabiana De Angelis, sono stati donati. Lo rende noto l’ospedale Sant’Andrea di Roma. «Un gesto di solidarietà che restituisce speranza a tanti pazienti e per il quale la comunità del Sant’Andrea esprime sincera gratitudine alla famiglia, cui si rinnova il sentimento di profonda vicinanza», si legge in una nota.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI