Il legale ha avanzato una teoria di compartimenti stagni

L’avvocato Martin Vettes che ha difeso Salah Abdeslam, unico superstite dei commando jihadisti che attaccò Parigi il 13 novembre 2015, ha dichiarato nella sua arringa finale che “non è corretto” condannarlo alla pena più pesante prevista dal codice penale, l’ergastolo incomprimibile, senza sconti o condoni.

Per l’accusa, “questo processo non deve essere la continuazione della guerra contro il terrorismo con altri mezzi“. Inoltre il legale dichiara che Salah non sapeva tutto e cita la teoria dei compartimenti stagni, secondo la quale nelle cellule jihadiste i vari complici vengono lasciati all’oscuro così da non poter poi – una volta catturati – denunciare nomi e organizzazione del gruppo di cui fanno parte.
Secondo Vettes, “se Salah avesse saputo fin dall’inizio“, “non si sarebbe ritrovato il 13 novembre con un giubbetto esplosivo”.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA