STRAGE DI BOLOGNA

Giornata di commemorazione in ricordo di quel Due Agosto che ha fatto la Storia: previsto l’incontro fra istituzioni e famigliari delle 85 vittime

Sono passati 42 anni dalla strage che ha cambiato la storia di Bologna e di tutta l’Italia, quando una bomba esplose alla stazione causando 85 vittime e 200 feriti.

Questa mattina è arrivato il ricordo del capo dello Stato Sergio Mattarella: «L’ordigno che 42 anni or sono uccise a Bologna persone casualmente presenti quella mattina alla stazione ferroviaria, risuona ancora con violenza nel profondo della coscienza del Paese. Fu un atto di uomini vili, di una disumanità senza uguali, tra i più terribili della storia repubblicana. Un attacco terroristico che pretendeva di destabilizzare le istituzioni democratiche e seminare paura, colpendo comuni cittadini impegnati nella vita di tutti i giorni. Nel giorno dell’anniversario il pensiero si volge anzitutto ai familiari, costretti a patire il dolore più grande, che hanno saputo trasformare in impegno civile, per testimoniare all’intera società che le strategie del terrore mai prevarranno sui valori costituzionali della convivenza civile. L’azione solidale dei familiari merita la gratitudine della Repubblica. La loro tenacia ha sostenuto l’opera di magistrati e di servitori dello Stato che sono riusciti a fare luce su autori, disegni criminali, ignobili complicità. La matrice neofascista della strage è stata accertata in sede giudiziaria e passi ulteriori sono stati compiuti per svelare coperture e mandanti per ottemperare alla inderogabile ricerca di quella verità completa che la Repubblica riconosce come proprio dovere»

Oggi la giornata di commemorazione parte nel cortile di palazzo d’Accursio, dove il ministro Patrizio Bianchi incontra i familiari delle vittime, insieme al presidente della Regione Stefano Bonaccini, che ha ricordato che l’Emilia-Romagna è «l’unica regione italiana che ha una legge sulla memoria del ‘900, sappiamo che conoscere il proprio passato è fondamentale per evitare di rivivere le pagine peggiori. Siamo di fianco a voi – si rivolge ai parenti delle 85 vittime – e crediamo nella democrazia e non c’è democrazia fino a quando non si sa la verità sui fatti tragici di questo Paese».

Il ministro Bianchi, in rappresentanza del Governo, ha così aperto il suo intervento: «partecipo per ricordare a tutti noi come la troppo lunga scia di sangue che attraversato Bologna e ha lasciato tante vittime, tante famiglie, tante piaghe nel nostro cuore, era diretta a colpire la Bologna antifascista e democratica, diga contro il dilagare dei tentativi eversivi. Sono stati tentativi tutti, da Italicus, alla Uno Bianca fino al corpo di Marco Biagi, messi insieme da quell’infame impasto di fascismo, terrorismo, criminalità comune, e istituzioni deviate. Ma la nostra amata Bologna ha tenuto e ha dimostrato di essere la città partigiana e repubblicana che è sempre stata, ha insegnato al Paese che la Costituzione, che garantisce i diritti della persona, chiede il dovere della solidarietà. Deve essere la celebrazione della democrazia, come abbiamo resistito e resisteremo a ogni tentativo di eversione. Qui si ricordano le tante vittime delle persone che hanno fatto come scelta di tutelare lo Stato. Ricordiamo insieme, chiedendo verità e giustizia. La scuola è fondamentale, in questa scuola che sta così cambiando, con tanti bambini che hanno storie e colori diverse, noi costruiamo la nuova democrazia. Non c’è democrazia senza verità e giustizia, questa è costruzione di un Paese, dando a tutti i diritti della persona e chiedendo il dovere della solidarietà».

La presidente del Senato Elisabetta Casellati ha inviato una lettera al sindaco di Bologna Matteo Lepore: «Riecheggia oggi nei nostri cuori e nelle nostre coscienze l’assordante boato della furia esplosiva che in quella tragica mattina del 2 agosto 1980 ha spezzato troppe vite innocenti e fatto precipitare nell’orrore il grande cuore di Bologna e dei suoi cittadini. Riecheggia tutto il dolore di una città e di una Nazione incredule, spaventate, ferite. In questa giornata di memoria deve riecheggiare anche l’orgoglio, il coraggio e la grande solidarietà che, sin dalle prime ore successive all’esplosione hanno guidato i soccorsi e ispirato la reazione di cittadini e Istituzioni. Commemorare significa rinnovare un comune sentimento di vicinanza ai familiari delle vittime ed a tutti coloro che continuano a portare le cicatrici visibili e invisibili di quel vile atto di inaccettabile crudeltà. Ma significa soprattutto non dimenticare la coesione identitaria e la forza morale di un popolo che, unito nei valori della legalità e della Costituzione, ha saputo respingere l’ondata del terrore e dell’eversione armata. Abbiamo il dovere di ostinarci a scrivere e tramandare con parole di verità e giustizia, tanto sul piano giudiziario quanto su quello storico».

«La strage alla stazione di Bologna di 42 anni fa rappresenta una ferita aperta per tutta la Nazione. Gli 85 morti e gli oltre 200 feriti meritano giustizia, per questo continueremo a chiederla insieme alla verità. Lo dobbiamo alle famiglie delle vittime e a tutto il popolo italiano» è l’intervento di Giorgia Meloni.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA