Lo scorso mese il presidente Bashar al Assad ha approvato la più grande amnistia degli ultimi 11 anni per i reati di “terrorismo”

L’amnistia di oltre 1.000 detenuti politici in Siria, concessa lo scorso mese dal presidente Bashar al Assad, ha incontrato il favore dell’inviato speciale dell’Onu, Geir Pedersen.

L’inviato ha incontrato nelle ultime ore, a Damasco, il ministro degli Esteri siriano, Faysal Miqdad. Come riportano media siriani e panarabi, ha dichiarato: «sono stato informato nei dettagli sull’ultima amnistia del presidente Assad che ha un suo potenziale. Non vediamo l’ora di osservare come si svilupperanno le cose e di essere aggiornato sui suoi progressi e attuazione».

Si tratta della più grande amnistia dai tempi dello scoppio della guerra civile, 11 anni fa, che ha causato fino a ora la morte di 500 mila persone. Riguarda, in particolare, i detenuti processati per reati legati al “terrorismo”, una definizione per indicare i detenuti politici, esclusi i ritenuti colpevoli di reati di sangue. Sarebbero già stati liberati centinaia di detenuti, come riferisce il ministero della Giustizia. Secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria sarebbero almeno 1.142.

Nei prossimi giorni avrà inizio a Ginevra una nuova seduta di incontri tra i rappresentanti del Governo siriano e gli oppositori in esilio per discutere la nuova Costituzione del Paese.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/EMIRATES NEWS AGENCY