siccità ANSA/ELISABETTA BARACCHI

La situazione è critica anche in Veneto, Piemonte e Lombardia dove secondo Fontana “la situazione è più drammatica di come sembra” e sarà gestibile “per i prossimi 10 massimo 15 giorni”

La morsa della siccità non lascia tregua all’Italia. Il coordinatore della commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni Federico Caner ha annunciato che le Regioni chiederanno al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza per la siccità. Lo scopo è quello di dare priorità all’uso umano e agricolo delle risorse idriche, ma anche quello di mettere a disposizione risorse per creare nuovi invasi, anche attingendo ai fondi del Pnrr.

La richiesta, con ogni probabilità, sarà formalizzata mercoledì 22 quando si riunirà la Conferenza delle Regioni.

Intanto le Regioni si muovono in ordine sparso: questa mattina il presidente del Lazio Nicola Zingaretti ha annunciato che nelle prossime ore proclamerà lo stato di calamità naturale.

«Lo stato di Calamità servirà ad adottare immediatamente le prime misure e a invitare i sindaci alle prime norme di contenimento. – ha spiegato Zingaretti – Ovviamente dobbiamo prepararci ad una situazione che sarà molto critica che dovrà basarsi sul risparmio idrico di tutte le attività a cominciare dai consumi familiari».

Rassicurando su “forme di approvvigionamento e di presenza vicino alle amministrazioni comunali“, Zingaretti spiega anche che “per ora lo stato di calamità naturale è il primo step” e che si dovrà monitorare la situazione anche con le Prefetture, Acea e con gli altri attori interessati.

«L’emergenza climatica non è un problema del futuro, è un problema del presente. – aggiunge il presidente – Comincia addirittura ad essere stancante dirlo. Per ora mi permetto di dire a tutti: fare i conti con l’emergenza climatica vuol dire risparmiare acqua» conclude.

L’allerta è alta anche in Veneto, dov’è già stato chiesto lo stato d’emergenza e dove sono già state implementate misure di razionamento idrico in alcuni Comuni, con il divieto di spreco per piscine e autolavaggi. Il Governo per il momento ha respinto la richiesta della Regione.

Nelle prossime ore l’allarme sarà rilanciato anche in Piemonte e Lombardia, dove “la situazione è più drammatica di quello che possa apparire“, come avvisa il presidente Attilio Fontana, secondo cui “sarà ancora gestibile per i prossimi 10, massimo 15 giorni“.

Oggi si è riunito l’Osservatorio sul Po che, nonostante abbia constatato un “semaforo rosso”, ha indicato di proseguire con l’irrigazione. Il consesso ha infatti proposto un provvedimento transitorio per equilibrare l’uso dell’acqua rimasta, che punterebbe a diminuire del 20% i prelievi in modo da consentire l’irrigazione dei terreni e allo stesso tempo garantire l’afflusso di acqua anche al delta.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ELISABETTA BARACCHI