L’intelligence ucraina ha confermato che due mesi fa è stato sventato un tentativo di uccidere Putin

«Non mi sono mai vergognato così tanto del mio Paese»: è con queste parole, affidate all’avvocato internazionale Hillel Neuer, che un dipendente della missione diplomatica permanente russa all’Onu di Ginevra ha rassegnato le sue dimissioni.

Boris Bondarev ha quindi imputato la sua decisione all’invasione russa in Ucraina.

«Questa guerra scatenata da Putin non è solo un crimine contro il popolo ucraino, ma anche il crimine più grave contro gli stessi russi – prosegue – la cui speranza di vivere in una società libera e prospera è stata cancellata».

Nel frattempo, il dipartimento di intelligence del Ministero della Difesa ucraino Kyrylo Budanov ha reso noto che due mesi fa, poco dopo l’inizio della guerra, si è consumato un nuovo tentativo di uccidere Vladimir Putin.

«Sono stati diversi gli attentati alla vita del presidente russo – ha precisato Budanov – di recente quello ad opera di esponenti caucasici. Non si tratta di informazioni pubbliche ma è tutto vero».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/UFFICIO STAMPA