La vera prova sarebbe però il proiettile, ancora mancante. Tel Aviv ha arrestato uno degli uomini che portavano la bara della giornalista al suo funerale: apparterrebbe a un’organizzazione terroristica
Le Forze di difesa israeliane avrebbero identificato l’arma dalla quale è partito il colpo che ha raggiunto e ucciso la giornalista Shireen Abu Akleh. All’appello mancherebbe però il proiettile, che sarebbe la prova schiacciante della colpevolezza di quello che al momento è l’unico indiziato, un soldato israeliano.
La notizia arriva dopo che ieri Tel Aviv aveva annunciato che non avrebbe aperto un’indagine (lo avevamo visto qui).
Nel frattempo però, la Polizia israeliana avrebbe arrestato Amro Abu Khdeir: l’uomo che sorreggeva, insieme ad altri, la bara della giornalista uccisa durante il suo funerale apparterrebbe a un’organizzazione terroristica.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/GAMAL DIAB