Lo sciopero nazionale di insegnanti, educatori e personale ATA è stato indetto contro la riforma della Scuola prevista nel decreto 36/2022

Si avvicina la data per lo sciopero indetto dalle sigle sindacali contro la riforma della scuola (ne abbiamo parlato qui). «Per cambiare bisogna lottare – si legge nella missiva di un docente della scuola secondaria di I grado – se i docenti non vogliono lottare, allora si rassegnino ai loro bassi salari, ai rinvii dei contratti, a lavorare di più e guadagnare di meno».

La lettera aperta è un appello al mondo della scuola che negli ultimi scioperi ha registrato un’affluenza decisamente bassa.

Lo sciopero di docenti, educatori e personale ATA è stato indetto per chiedere al Governo l’approvazione degli emendamenti presentati al decreto 36/2022.

Una necessità emersa anche nel corso di un incontro tenutosi lunedì scorso fra i sindacati della scuola firmatari dello sciopero nazionale (Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals) e una delegazione del Pd cui hanno partecipato il coordinatore della segreteria Marco Meloni, le responsabili Istruzione, Università Ricerca e Scuola del Pd Manuela Ghizzoni ed Irene Manzi e le capogruppo al Senato e alla Camera Simona Malpezzi e Debora Serracchiani.

L’incontro, “motivato dalla volontà di aprire un confronto operativo con le forze sindacali“, ha riguardato “tematiche complesse ed importanti come la formazione iniziale degli insegnanti, la fase transitoria, la formazione in servizio e quella incentivata“.

«Siamo altresì convinti che sia necessario promuovere un significativo investimento in termini di risorse sul prossimo contratto, al fine di assicurare ai docenti retribuzioni adeguate al livello europeo» hanno concluso i dem al termine dell’incontro che, ad ogni modo, non ha portato i sindacati a revocare lo sciopero.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI