Per domani mattina le sigle sindacali hanno indetto anche una manifestazione a Roma, che partirà da piazza Santi Apostoli. Polemiche per i veti della Questura dopo l’assalto alla Cgil dello scorso ottobre, Sinistra Italiana: “scelta burocraticamente ottusa”

Si prospetta una giornata complessa per l’ultimo lunedì di maggio: domani si terrà lo sciopero nazionale del personale della scuola (ne abbiamo spiegato le ragioni anche qui), cui in alcune città si sovrapporrà anche uno sciopero locale dei trasporti.

La giornata di proteste è stata indetta dalle sigle Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams.

Fra le rivendicazioni sul tavolo c’è innanzitutto la condizione contrattuale del personale, che invoca un “dignitoso rinnovo”, ma non basta: i sindacati si riuniranno in piazza anche per affrontare i temi della formazione in servizio e del trattamento economico, “di diretto impatto sul rapporto di lavoro e quindi da disciplinare in via negoziale” come precisa la segretaria generale di Cisl Scuola Ivana Barbacci.

Lo sciopero, in ultima istanza, protesta contro “l’idea di un sistema di reclutamento che è pensato in realtà senza tenere conto dell’interesse di chi è precario oggi per cui non si prevede nessun percorso di stabilizzazione, non si riconosce l’attività svolta“, come spiega il segretario generale Flc Cgil Francesco Sinopoli: «non c’è nulla di tutto quello che serve».

Nelle proteste si è aperta una seconda polemica riguardante la manifestazione indetta per le 10.30 del mattino a Roma, in piazza Santi Apostoli. Inizialmente infatti i sindacati avrebbero chiesto di avanzare in corteo fino al Parlamento ma, in base alla direttiva adottata dopo l’assalto alla Cgil dello scorso 9 ottobre, la Questura ha negato l’autorizzazione.

Una scelta criticata dalle sigle e tacciata come “burocraticamente ottusa” anche da Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, che ha invitato Lamorgese a consentire “fino in fondo l’esercizio dei diritti costituzionali“.

Per quanto riguarda gli scioperi locali dei trasporti, le adesioni si distribuiscono a macchia di leopardo. Prenderà parte allo sciopero il personale della società Autolinee Toscane per protestare contro i contratti a termine e le assunzioni mediante agenzie interinali, oltre che per livellare il divario salariale fra i lavoratori.

Fra le proteste annunciate c’è anche quella del traporto pubblico locale urbano ed extraurbano dell’azienda Arriva Udine S.p.A, che si fermerà per quattro ore dalle 17 alle 21.

Aderiranno allo stop anche le autolinee Romano (dalle 9 alle 13), il personale Amaco di Cosenza (dalle 10 alle 14) e, sempre nel cosentino, la Scura di Corigliano-Rossano (dalle 12.10 alle 16.10).

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI