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L’ex vice di Bonaccini in Regione sfiderà l’attuale presidente emiliano, tiepida approvazione dalla base

È arrivata la conferma: Elly Schlein si candida a guidare il Pd. La deputata, già vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, ha infatti annunciato di essere in corsa per la segreteria del partito che eleggerà il suo nuovo leader il 19 febbraio 2023.

Una candidatura che lancia “una storia nuova che possa costruire l’alternativa che merita questo Paese“. Non si tratta dunque di una “resa dei conti identitaria” come molti hanno descritto la discesa in campo di Schelin, rappresentante dell’ala più movimentista del Pd, ma di una “nuovo Pd” capace di “tenere insieme la comunità e salvaguardare il suo pluralismo, le sue diversità, ma senza rinunciare a un’identità chiara, comprensibile e coerente“.

L’annuncio della candidatura arriva senza risparmiare i primi colpi contro l’attuale maggioranza al Governo che “ha già mostrato il volto della peggiore ideologia di destra di questo Paese” presentando una Manovra “contro i poveri“.

«Non è una sfida da leggere nella divisione fra riformismo e radicalità» ribadisce ancora Schlein che parla di un “campo comune” basato su “come cambiare il modello di sviluppo neoliberista che si è rivelato insostenibile“.

Al momento l’unico sfidante che ha già annunciato la sua corsa alla segreteria è proprio il suo ex “capo” Stefano Bonaccini, con il quale in occasione del governo della Regione Emilia-Romagna “trovammo sintesi fra le differenze componendo le nostre diversità, ma senza far mancare la compattezza quando è stato necessario governare in mezzo alla pandemia.

Renzi lancia la federazione con Calenda e accusa il PD: “mai ruota di scorta del Governo”

Nel frattempo Matteo Renzi, dal pulpito dell’assemblea nazionale di Italia Viva, annuncia un “accordo di federazione con Azione e con Calenda. Non subito un partito, ma una federazione“. Una proposta accolta da un lungo applauso della platea. Il meeting offre all’ex sindaco di Firenze anche l’occasione per punzecchiare gi ex alleati: «secondo voi, gente come noi, me e Calenda, con la nostra umiltà – si chiede ironico – può accettare di fare la ruota di scorta del Governo? Amici del Pd, siete voi che viaggiate da mesi con il freno a mano tirato, che avete innestato la retromarcia».

A proposito delle accuse dei dem che puntano il dito contro l’apertura di Calenda al dialogo sulla manovra, Renzi precisa che “abbiamo dato una mano al presidente Meloni con una sorta di tutorial. Quella legge di bilancio si può sintetizzare con due parole: benzina e sigarette. Ed è subito Prima Repubblica. È finita la Repubblica delle banane, è iniziata la Repubblica del gasolio. Calenda ha portato del materiale e fatto una serie di esempi” rivendica e prosegue: «questo vuol dire fare da stampella o ruota di scorta o vuol dire fare un servizio pubblico per migliorare una legge di bilancio scritta male?».

«Ricordatevi – prosegue Renzi – che c’è stato un tempo in cui il Pd vinceva le elezioni, in cui prendevamo il 40,8%. Quella stagione è finita perché avete portato in guerra chi vi portava a vincere».

Si è definito molto interessato dalle parole di Elly Schlein, nonostante qualche distanza, Giuseppe Provenzano, vice segretario del Partito Democratico: «Ho ascoltato con grande interesse. Ho trovato tanti punti in comune che bisogna far vivere in questa fase costituente. Ma – aggiunge – proprio per rispetto delle tante idee che ho ascoltato, dico che non è questo il momento di ridurre tutto a dire chi sta con chi».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/FABIO FRUSTACI