Zelensky riapre ai negoziati mentre lo scambio fra l’oligarca filorusso Medvedchuk e gli arresi di Azovstal è in stallo e l’offensiva russa si intensifica a est

Il conflitto “si concluderà definitivamente con la diplomazia“: Zelensky torna a parlare di negoziati con Mosca e mette sul piatto il futuro dei prigionieri di Azovstal, che potrebbe fare da ago della bilancia per consentire un avanzamento della diplomazia.

«Li porteremo a casa. Questo è quello che dobbiamo fare con i nostri partner che si sono presi la responsabilità» ha spiegato il presidente ucraino.

La possibilità di uno scambio fra le truppe di Azov e l’oligarca filorusso Viktor Medvedchuk potrebbe intanto essere già sfumata: Leonid Slutsky ha riferito di essere stato frainteso (“le mie parole sono state riportate male”) facendo quindi un passo indietro. Prima della caduta dell’acciaieria era stato lo stesso politico filorusso si era appellato a Putin proponendo lo scambio di prigionieri.

Intanto i russi si starebbero preparando a intensificare l’offensiva militare anche a Oriente, muovendosi verso Sloviansk e riprendendo i bombardamenti a Vernopil, Dibrivne e Dovhenke: nelle ultime 24 ore gli ucraini hanno già respinto 9 attacchi sul fronte di Donetsk e Luhansk.

Ancora oggi si registra di bombardamenti contro case e strutture civili nella regione di Donetsk, dove sarebbero morte altre 7 persone. «Gli occupanti hanno sparato su 12 insediamenti. Ci sono morti e feriti. Più di 40 case, una scuola, una scuola di musica, un istituto, imprese e strutture di supporto vitale sono state distrutte» riportano i media ucraini.

Ad Azovstal si sono arresti quasi 2.500 soldati ucraini e “2.439 persone sono state detenute e sono in custodia, di cui 78 sono donne“. Fra questi c’erano anche stranieri combattenti (leggi qui).

Non si esclude la possibilità che vi sia ancora qualcuno all’interno dell’acciaieria: «avevano cibo e acqua a sufficienza, avevano anche armi a sufficienza – ha spiegato il leader separatista filorusso Denis Pushilin – Il problema era la mancanza di medicinali. Non escludiamo che qualcuno sia rimasto. Verrà effettuato un controllo approfondito».

I bombardamenti non risparmiano neppure il sud del Paese. Nella regione di Kherson sono morte tre persone in seguito al lancio di bombe a grappolo sul villaggio di Belozersk.

Secondo una notizia riportata dal Guardian, l’offensiva russa si starebbe preparando a una nuova serie di attacchi con la consulenza di oltre 50 esperti di barili-bomba. Le famigerate armi già responsabili della morte di migliaia di civili in Siria potrebbero essere protagoniste di una prossima campagna di attacchi in Ucraina.

Si tratta di fusti di petrolio, serbatoi di carburante o bombole di gas che vengono riempiti di esplosivo e frammenti di metallo e poi lanciati da elicotteri sopra gli obiettivi.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/SERGEI ILNITSKY