La Procura federale indaga su possibili violazioni dei diritti umani. Il bilancio delle vittime sale a 25

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha elogiato gli agenti di polizia che hanno partecipato all’operazione nella favela di Vila Cruzeiro, nel nord di Rio de Janeiro (leggi qui). Il cui bilancio delle vittime, intanto, è salito a 25.

Due persone rimaste ferite, infatti, sono decedute questa notte all’ospedale Getulio Vargas. Un altro, minorenne, è morto in un dispensario comunale. Quattro persone sono ancora ricoverate, uno è in gravi condizioni.

«Complimenti ai guerrieri che hanno neutralizzato almeno 20 disadattati legati al traffico di droga dopo essere stati attaccati durante un’operazione contro i leader di una fazione criminale – ha scritto su Twitter il capo di Stato. – La sinistra non vuole che ti rendi conto della realtà del traffico di droga in Brasile – ha poi aggiunto. – Demonizzano la polizia e trattano i criminali come se fossero vittime, non crudeli banditi pesantemente armati che infrangono la legge, opprimono, estorcono, minacciano e uccidono chiunque senza paura».

Bolsonaro ha poi espresso cordoglio per la morte di Gabrielle Ferreira da Cunha, una residente di 41 anni uccisa da un proiettile vagante.

Di tutt’altro avviso rispetto a Bolsonaro è, invece, la Procura federale brasiliana che ha aperto un’indagine su “possibili violazioni” dei diritti umani da parte degli agenti. Il giudice della Corte Suprema Edson Fachin si è detto “molto preoccupato per questa nuova operazione di polizia che ha provocato un numero così alto di morti.

«La situazione è estremamente grave. Le autorità devono agire immediatamente per sospendere queste operazioni di polizia e impedire che altre persone diventino vittime di questa barbarie » – si legge in una nota diffusa dalle organizzazioni umanitarie.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/Joedson Alves