PROTESTE LIMA PERU

Più di 56 i morti nelle proteste di piazza nelle settimane successive all’incarcerazione del leader eletto del paese

Continuano le proteste in Perù: lo sciopero generale va avanti da cinque giorni. . La Confederazione generale dei lavoratori del Perù (Cgtp) ha indetto una nuova ‘marcia nazionale’ Lima per martedì 24 gennaio. Lo slogan della mobilitazione è «No alla dittatura civico-militare-imprenditoriale».

La Cgtp ha convocato i militanti antigovernativi alle 16 (le 23 italiane) nella Plaza Dos de Mayo con l’hashtag #DinaRenunciaYa. La Confederazione chiede le dimissioni della presidente Dina Boluarte, lo scioglimento del Parlamento e una nuova costituzione.

Stando a quanto riferito dal quotidiano La Republica, altri manifestanti sono partiti verso la Capitale da diverse Regioni, tra cui Cajamarca, Apurímac, Lambayeque, Puno e Cusco. Il ministro dell’Interno Vicente Romero ha ammesso che le proteste continueranno nei prossimi giorni, sottolineando che coloro che scendono in piazza “sono un gruppo minoritario manovrato da leader che non mostrano il loro volto”.

Il Sutran, l’organismo che sovrintende alla circolazione stradale di persone e merci, ha comunicato che sono attivi 83 blocchi stradali in 10 Regioni del Paese.

Gli scontri si sono protratti per diverse ore e l’Ufficio del Difensore civico e diversi gruppi internazionali per i diritti umani hanno chiesto analisi sul tipo di munizioni usate dalla polizia e su chi ha aperto il fuoco. Sono almeno 56 le persone morte nelle proteste di piazza nelle settimane successive all’incarcerazione del leader eletto del paese.

Machu Picchu è la città rimasta isolata dopo le proteste che ci sono state in Perù. Sono circa 100 i turisti sono rimasti ad Aguas Calientes dopo che il ministero della Cultura peruviano ha chiuso a tempo indeterminato l’attrazione turistica più famosa del Paese e il sentiero Inca che conduce al sito.

di: Francesca LASI

Aggiornamento: Alice GEMMA

FOTO: ANSA/EPA/JOSE SOTOMAYOR JIMENEZ