Vista la quantità di imputati, parti civili e giornalisti, si è deciso di tenere le udienze in due aule in contemporanea

Si svolgerà in due maxi aule in contemporanea il processo per il crollo del Ponte Morandi a Genova, collassato il 14 agosto 2018 provocando la morte di 43 persone.

Per questo si è deciso di montare il tendone nel cortile del tribunale, allestito già durante l’incidente probatorio celebrato durante la pandemia, oltre all’Aula Magna dove si erano già tenuti i processi per i fatti del G8.

Lo sdoppiamento è dovuto alla presenza di numerosi imputati (59 in tutto), delle oltre 100 parti civili, degli avvocati (almeno 200) oltre ai giornalisti di tutta Europa e non solo. Una delle ultime emittenti a chiedere l’accredito arriva da Dubai. Le due aule potranno ospitare circa 500 persone.

Stando a quanto riferito, una delle due aule verrà destinata all’esame dei testi, mentre l’altra resterà a disposizione per poter seguire l’udienza in videocollegamento. Per la stampa si sta studiando un’area ad hoc.

«Sarà un processo epocale – ha dichiarato il procuratore di Genova Francesco Pinto – e per questo riteniamo molto importante che venga garantita la massima accessibilità e visibilità».

La prima udienza è fissata per il 7 luglio, poi il collegio dei giudici rinvierà a settembre. Saranno almeno tre le udienze a settimana.

A processo ci sono 59 persone, tra ex vertici di Aspi e Spea, la controllata che si occupava delle manutenzioni, i dirigenti del Mit e del Provveditorato delle opere pubbliche. Le accuse vanno, a vario titolo, dall’omicidio colposo plurimo al crollo doloso, fino ad attentato alla sicurezza dei trasporti e falso.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO