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“Mobilitare il partito per un’identità chiara”

«È ora il momento di mobilitare tutto il partito sulla nostra agenda per l’Italia e per l’Europa. Ho ricevuto un mandato chiaro, ricostruire una identità chiara del partito, che ci renda riconoscibili. Se si tenta di rappresentare tutto e il contrario di tutto si rischia di non rappresentare nessuno e lasciare spazi agli altri». Sono queste le parole di Elly Schlein, segretaria del Pd, nella relazione introduttiva alla direzione in corso al Nazareno.

L’incontro viene fatto dopo le polemiche per la scelta della segretaria di essere presente alla partenza del corteo del M5S di Roma.

Questione Pnrr

«Proponiamo un’estate militante su alcuni temi, come il pnrr. Chiedo ai parlamentari e alle parlamentari di organizzare sui territori un confronto sul Pnrr, così sentiremo suonare dal basso una sveglia per il governo – ha detto -. È come se questo governo vivesse come un peso il Pnrr, quasi 200 miliardi che sono una occasione irripetibile per ammodernare il Paese. Da mesi chiediamo al governo di riferire in Aula quali modifiche intenda fare al Pnrr. Siamo a giugno, sveglia. Noi monitoreremo tutto da vicino. Corriamo il rischio di avere un paradosso, con la prima donna premier che taglia i nidi dal Pnrr», ha detto ancora.

Il no all’abrogazione dell’abuso d’ufficio

«Continuiamo a insistere con le altre opposizioni sul salario minimo, l’auspicio è arrivare a una posizione comune. Spingiamo per un congedo paritario di tre mesi, anche su quello si può lavorare con le opposizioni. Siamo disponibili a lavorare a una riforma dell’abuso d’ufficio, ma l’abrogazione sarebbe in contrasto con la normativa europea», ha detto.

Attacchi al governo

Riguardo al governo, ha dichiarato: «è una vergogna che una presidente del Consiglio parli di pizzo di Stato. È inaccettabile per l’ideologia che sottende e strizza l’occhio a chi evade. Noi continueremo a difendere il principio costituzionale della progressività fiscale e della lotta all’evasione. Il governo si butta ogni giorno su bandierine ideologiche perché sa solo cavalcare le paure, ma non sa dare risposte – ha continuato Schlein -. Dobbiamo sempre avere l’ambizione di cambiare questo modello di sviluppo, a questo tendono i piani europei e proprio per questi motivi la destra nazionalista li ha scelti come nemici, accanto ai migranti, ai diversi, alla comunità Lgbtq+. Giorgia Meloni vuol portare l’Italia alla testa degli euroscettici uniti, in un’alleanza dell’estrema destra nazionalista con i popolari, che determinerebbe uno scivolamento di una cultura politica finora europeista. Il Pd pensa che l’Ue sia la casa più giusta per i tempi che stiamo attraversando», ha concluso.

Governo Conte

«Ci sarà un nuovo governo giallorosso? Spero proprio di sì – ha detto in un’intervista Roberto Fico -. La presenza di Schlein nella nostra piazza è stato un gesto importante. Dimostra che su diversi temi c’è condivisione e che possiamo fare battaglie comuni – ha sottolineato -. Non do giudizi sul Pd. Spero che unendoci sulle battaglie fondamentali, come il salario minimo, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di stipendio, l’attenzione alle partite Iva che sono il nuovo proletariato, si possa arrivare a un percorso comune», ha concluso.

L’ex Presidente della Camera dei deputati è un grande supporter dell’alleanza M5S-Pd, un fronte che sembra essere destinato a tornare a partire dalle successive amministrative.

Il commento di Renzi: “Schlein non usi il mio nome per ricompattare i suoi”

Arriva il commento del leader di Italia Viva Matteo Renzi.

«Colpisce che durante la direzione nazionale del Pd Elly Schlein senta il bisogno di attaccare proprio me. Il mio Pd provò a fare le riforme nonostante il fuoco amico e la violenta polemica interna – ha scritto Renzi su Twitter E provò a fare le riforme insieme alle opposizioni: Berlusconi venne al Nazareno per discutere seriamente tra avversari come si fa nei paesi civili. Non si mise il passamontagna per parlare delle brigate, non attaccò gli Stati Uniti d’America, non portò una piattaforma opposta a quella del Pd come hanno fatto Grillo e Conte. Un consiglio a Elly? Non usi il mio nome per ricompattare i suoi, è un giochino che non funziona più. Parli del futuro se ne è capace. Sul passato, se vuole confrontarsi con i nostri risultati, prima prenda il 41% e poi ne riparliamo».

di: Alice GEMMA

aggiornamenti di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI