Il regista era stato denunciato dall’attrice Sand Van Roy che ora annuncia ricorso in Cassazione
La Corte d’Appello di Parigi ha confermato l’archiviazione delle accuse di stupro sporte dall’attrice olandese-belga Sand Van Roy nei confronti del regista Luc Besson, tra i casi più emblematici del movimento #MeToo.
Accogliendo le richieste del Pubblico Ministero, la Corte si è pronunciata questa mattina dopo aver esaminato il ricorso presentato dall’attrice: lo scorso 9 dicembre, infatti, il giudice inquirente Marie-Claire Noiriel aveva archiviato l’inchiesta a carico del regista.
Il legale dell’attrice, Antoine Gitton, ha già annunciato che presenteranno ricorso in Cassazione: «era una notizia sordida e diventa un affare di stato, che tratteremo come tale. Non ho visto giustizia lì, solo una falsa giustizia di piccole virtù. Promettiamo di dare a questa piccola giustizia una lezione di virtù».
La sentenza è stata invece accolta con entusiasmo dall’avvocato del regista, Thierry Marembert: «il tribunale ha confermato l’innocenza del mio cliente».
L’accusa di stupro avanzata da Sand Van Roy risale al dicembre del 2018: secondo l’attrice il regista l’aveva costretta a un rapporto anale ed era poi svenuta. La versione da Luc Besson, invece parlava di un rapporto sessuale consensuale, intriso di “dolcezza”. Due mesi dopo l’attrice aveva denunciato ulteriori stupri e aggressioni sessuali avvenuti tra il 2016 e il 2018 sotto la minaccia di “ritorsione sulla sua carriera”.
Lo scorso dicembre il gip aveva archiviato il caso “in assenza di qualsiasi elemento materiale a sostegno delle affermazioni” della 34enne. Già nel 2019, infatti, la Procura di Parigi aveva definito “non caratterizzato” il reato reato denunciato. Al contrario la denuncia era stata supportata dalla testimonianza di altre donne, almeno tre, che parlavano di gesti inappropriati o aggressioni sessuali da parte di Besson.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/CLEMENS BILAN